26 giugno 2019
Aggiornato 12:00
La candidata chiude la campagna elettorale

Meloni gela Berlusconi: Non so con chi abbia fatto programma comune del centrodestra

Da Tor Bella Monaca, Giorgia Meloni chiude le porte (ancora) a Berlusconi: nessuna pace in vista, nemmeno dopo l'endorsement dell'ex premier al ballottaggio

ROMA – Si conclude a Tor Bella Monaca, estrema periferia a est di Roma, la campagna elettorale di Giorgia Meloni. Ai giornalisti che le chiedevano se la vittoria sul concorrente di centrodestra Alfio Marchini significherebbe una vittoria su Silvio Berlusconi, Meloni risponde ignorando di fatto il premier azzurro, sottolineando l'importanza di governare pensando al bene della città.

Le distanze da Berlusconi
«Non mi interessa» prendere un voto in più di Marchini per superare Berlusconi, dice la candidata romana: «A me interessa un voto in più per riuscire a fare la mia parte, per ricostruire la mia città, che è una città che amo, della quale mi sento parte, e che chiaramente non posso ricostruire da sola, ma che devo ricostruire con i romani». È chiara la risposta della candidata di FdI: con alle spalle la spiacevole vicenda romana con Berlusconi che sceglie di appoggiare il costruttore romano Marchini, Meloni si dice convinta di poter andare avanti da sola e di volerlo fare per i romani.

«Non mi interessano apparentamenti»
La fermezza di Meloni cozza, però, con le parole del leader azzurro: nei giorni scorsi, Silvio Berlusconi ha tentato di ricucire con gli alleati Meloni e Salvini parlando di una bozza di programma comune con FdI e Lega Nord in vista delle prossime elezioni politiche del 2018: «Sono contenta per lui», dice ironicamente la candidata, che continua: «Non so con chi l'abbia fatto, ma sono contenta per lui». Fallito questo tentativo, Berlusconi ha tentato anche l'endorsement alla candidata romana lasciandosi sfuggire che, qualora Marchini non fosse arrivato al ballottaggio, avrebbe appoggiato lei. Anche su questa mossa, Meloni si mostra disinteressata: «Non mi interessa, già l'ho detto: non faccio apparentamenti. Mi interessano i voti dei romani». Come già aveva detto in passato, la candidata ripete ancora che ciò che dicono i partiti oggi non ha più il potere di influenzare i cittadini: «I partiti possono dire quello che vogliono, i cittadini votano sulla base di ciò che li convince. Le persone non eseguono più pedissequamente l'indicazione che arriva dal partito». «Se io arrivo al ballottaggio, come penso succederà, – continua in conclusione Meloni – sarà perché i romani avranno già deciso che io debba misurarmi con questa sfida. Quello che dicono i partiti lascia il tempo che trova».