20 gennaio 2020
Aggiornato 07:30
La battaglia nel Tribunale Civile di Roma

Virginia Raggi è in testa ai sondaggi. Ma ora una spada di Damocle pende sulla testa del M5S

In uno dei momenti più delicati della vita del Movimento, gli ex grillini espulsi da Grillo e Casaleggio rischiano di compromettere irrimedialbilmente la partita per il Campidoglio di Virginia Raggi.

ROMA - Secondo diversi sondaggi pubblicati nei giorni scorsi, la candidata del M5S, Virginia Raggi, potrebbe vincere la partita per il Campidoglio sbaragliando gli avversari. Ma ecco che proprio ora una spada di Damocle è comparsa sulla testa del Movimento e rischia di cambiare tutte le carte in tavola. Vi spieghiamo cosa sta succedendo nel Tribunale Civile di Roma e perché la decisione dei giudici potrebbe essere letale per i progetti dei grillini. 

La battaglia nel Tribunale di Roma
Lunedì scorso il Tribunale Civile di Roma ha discusso il ricorso presentato da una serie di neo-politici espulsi dalle fila del Movimento 5 stelle nei confronti della loro ex associazione. Tra questi, il nome più noto è quello di Roberto Motta, ex braccio destro della ancor più celebre a Roma deputata pentastellata Roberta Lombardi. Gli esiliati si sono rivolti all'avvocato Lorenzo Borrè per far valere i loro diritti, perché all'espulsione decisa da Beppe Grillo e Roberto Casaleggio obiettano che non si tratta della stessa associazione alla quale si erano iscritti alcuni anni fa.

Le ragioni del ricorso degli espulsi
In effetti, l'associazione a cui loro ed altri si erano iscritti nel lontano 2009 era quella originaria «MoVimento cinque stelle» con la V masiuscola, mentre quella che li ha espulsi diversi anni dopo sarebbe quella che si è costituita solo nel 2012: il «Movimento cinque stelle", con la v minuscola. Sembrerebbe che la differenza la faccia solo quella lettera, scritta in maiuscolo o minuscolo, ma c'è dell'altro.

E' a rischio il Campidoglio?
Come riporta l'articolo di Jacopo Iacoboni su La Stampa, secondo gli esclusi, il regolamento che avrebbe dovuto permettere la trasformazione di una associazione in un'altra non sarebbe valido perché fa capo a un non-statuto mai votato in nessuna assemblea. La questione, che in apparenza sembrerebbe un complicato groviglio di norme e regolamenti poco chiari, si sta però facendo molto seria perché gli esiliati del M5S chiedono non solo che venga sancita dai giudici l'illegittimità della costituzione della nuova associazione grillina, ma anche che vengano indette di nuovo le primarie per avere il diritto di partecipare. Con le elezioni comunali alle porte di Roma, se i giudici accogliessero queste richieste per il M5S e Virginia Raggi la partita per il Campidoglio potrebbe essere irrimediabilmente compromessa.