15 ottobre 2019
Aggiornato 10:30

Elezioni comunali, Raggi: «Il Pd lascia una Roma dove non è bello vivere»

Da Rutelli a Veltroni, fino a Marino: il centrosinistra che ha governato la città nelle ultime legislazioni ha sperperato denaro pubblico senza risultanti convincenti. Così la candidata grillina

ROMA - La candidata grillina continua ad attaccare il Partito democratico e, quindi, il suo candidato Roberto Giachetti. «Roma l'ha governa soprattutto il Pd, che lascia una città dove non è bello vivere. Per forza, governava per pochi amici a spese di tutti gli altri. Ma la formula ha fatto il suo tempo. E poi pagherà il conto per aver deposto Marino con un atto antidemocratico». In un'intervista a Libero la la candidata sindaco di Roma del M5S Virginia Raggi bolla la gestione Pd come un unico disastro per la Capitale.

Gli sprechi di Rutelli e Veltroni
«Di Rutelli - dice Raggi - a parte la montagna di denaro per il Giubileo dissoltasi non si sa come, non c'è nulla di significativo da ricordare, se non lo scandalo Lusi e che Buzzi i primi appalti li ottenne proprio con la sua giunta. Veltroni poi è il sindaco delle inaugurazioni con i soldi di chissà chi. Tutti poi hanno aumentato in maniera costante e coerente il debito della città», conclude.

Le municipalizzate
Su Atac, Acea e Ama, le municipalizzate di Roma capitale, Virginia Raggi non cambia idea. In un'intervista a Libero la candidata sindaco di Roma del M5S conferma: «I dirigenti che hanno sbagliato pagheranno, come in ogni azienda che va male, ma non taglieremo il personale; sarà riorganizzata nel rispetto delle qualità di ognuno e ci occuperemo all'interno di servizi che ora esternalizziamo». Secondo Raggi, «sarà un normale avvicendamento del gruppo dirigente. E poi i dirigenti oggi sono 200, alcun con stipendi fuori dalla norma, ma io penso che per far funzionare una città così complessa ce ne vogliano almeno 300, con stipendi normali, quindi non necessariamente il ricambio sarà traumatico».