19 gennaio 2020
Aggiornato 00:30
Mamma Giorgia corre per il Campidoglio

Meloni e Salvini sfidano Berlusconi: è guerra in famiglia

La candidata sindaco del centrodestra oggi ha rilasciato alcune dichiarazioni in diretta su Radio24: ha risposto a Bertolaso, a Berlusconi e a quanto ritengono non possa essere sindaco e mamma.

ROMA - La presidente di Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale e il leader della Lega Nord uniti per conquistare Roma. Un'alleanza vincente, quella di Giorgia e Matteo, se non fosse che la partita con il PD e il M5S è ancora aperta, e che soprattutto la guerra più importante è quella che si sta disputando in famiglia, tra le mura della coalizione di centrodestra. Il pater familia Silvio Berlusconi non è disposto ad arretrare, né Bertolaso a rinunciare alla sua candidatura. Una faida interna che rischia di sfociare in un patricidio dagli esiti elettorali imprevedibili.

Meloni ribatte alle accuse di Forza Italia
Giorgia Meloni ha deciso di replicare alle accuse di sciacallaggio e incoerenza avanzate da alcuni forzisti intervenendo su Radio24. «Da che ero, anche secondo alcuni alleati, il campione a Roma, sono diventata il peggio del peggio. Però spero ancora, nonostante gli insulti che volano, che si possa ricucire, che gli alleati siano coerenti, che Bertolaso faccia un passo di lato", ha detto il candidato sindaco di Roma del Centrodestra in diretta radiofonica. «Mi piacerebbe averlo al mio fianco - ha aggiunto la Meloni - ha un problema di empatia, ma il suo curriculum sarebbe utile a qualunque amministrazione».

«Bertolaso non ha carisma: avrebbe perso»
In molti l'hanno accusata di essere stata sleale nei confronti di Guido Bertolaso: di avergli chiesto di candidarsi per poi superarlo a destra. La Meloni ha spiegato: «Ho lealmente fatto campagna elettorale per Guido Bertolaso, anzi sono stata l'unica a farlo perché in Fi non ne vedevo molti a farne. Andando avanti con la campagna elettorale però abbiamo riscontrato che Bertolaso , pur ottima persona, non bucava. Un po' lui non è abituato a fare politica, ha sbagliato qualche dichiarazione. Poi sono stati problemi con la Lega. Di lì la mia scelta».

«Sono sempre stata coerente»
«Si può tentare di dire tutto, ma non sono una persona priva di coerenza. Leggo stamattina una surreale ricostruzione di Tommaso Labate della telefonata tra me e Berlusconi, che non ha detto quello che c'è scritto perché abbiamo il problema di un giornalismo che inventa le cose. Ho sempre tenuto la stessa posizione", ha proseguito Giorgia. Rispetto alla telefonata, Meloni ha spiegato: «Io ho comunicato a Berlusconi la scelta che stavo facendo, anche perché non è che io non avessi segnalato a Berlusconi che rischiavamo di regalare Roma alla sinistra. Ho sottolineato che del tema della leadership a Destra non me ne frega di meno, lui non ha detto ne' si ne' no, ha risposto: c'è tempo, vediamo».

«Non mi interessa la leadership del centrodestra»
E ha sottolineato: «Ai leader di Milano può non fregare che cosa accade di Roma, io sono di Roma e a me interessa. Qui non voglio perdere, regali a Renzi non ne faccio, il M5S non lo considero affidabile, quindi tra non arrivare al ballottaggio e candidarmi io, preferisco farlo. Spero che Berlusconi capisca che della battaglia della leadership del Centrodestra non frega niente a nessuno - ha aggiunto Meloni - a me non potrebbe fregare di meno, e che dunque delle impuntature per poter dire sono io che comando, chi se ne frega».

«Posso essere sindaco e mamma»
Berlusconi avrebbe detto che l'unica voce di rilievo del curriculum di Giorgia Meloni è l'aver fatto la baby sitter di Fiorello. «Glielo attribuisce la stampa. Io sono una giornalista professionista, mi mantengo da sola da quando studiavo, ho fatto i lavori più semplici come fa chi cresce non avendo genitori facoltosi. Anche questo mi aiuta a capire i problemi della gente comune", ha risposto. E a proposito della sua gravidanza e della possibilità di essere sindaco e mamma ha concluso: «Io ho fortunatamente un compagno nato in questo millennio e non ha la pretesa di spiegarmi che cosa devo e non devo fare, me lo tengo stretto.»