30 settembre 2020
Aggiornato 11:00
Impiegato anche cane antiesplosivo

Caso Rosboch, nuove ricerche della pistola

Gloria Rosboch, prima di essere uccisa, avrebbe rivelato ai suoi genitori che avrebbe visto il giovane ex studente armeggiare con una pistola «senz'altro vera». L'arma non è stata ancora trovata

TORINO – Si torna a cercare l'arma di Gabriele Defilippi, il giovane accusato dell'omicidio di Gloria Rosboch. Le nuove ricerche dei Carabinieri hanno, però, dato ancora esito negativo. Questa mattina, con l'ausilio dei cani antiesplosivo, gli uomini dell'Arma hanno battuto nuove zone attorno a quella in cui è stata trovata morta l'insegnante, nei boschi di Rocca Canavese.

Il mistero dell'arma
L'arma appartenuta al 23enne Gabriele Defilippi, assassino della professoressa, con la complicità della madre Caterina Abbattsta e dell'amante Roberto Obert, non è stata ancora rinvenuta. Ancora un mistero avvolge la vicenda dell'insegnante truffata e assassinata dai tre. L'insegnante di Castellamonte, prima di essere uccisa, aveva denunciato la truffa attraverso la quale il giovane ex studente l'aveva raggirata.

La denuncia e la pistola
Prima di quel tragico giorno, la donna aveva rivelato ai genitori di aver visto Gabriele armeggiare con quella pistola «senz'altro vera». Ad uccidere la professoressa di Castellamonte, però, non fu quell'arma da fuoco, bensì un filo per stendere il bucato, servito a Gabriele per strangolare la donna.