6 dicembre 2019
Aggiornato 21:30
Incontro Tronca-De Dominicis

Affittopoli, il Comune di Roma spende 53 milioni l'anno

Continua la maxi inchiesta capitolina sugli scandali legati agli affitti. Il Comune spende 31 milioni di euro annui per le sedi istituzionali e 21 per l'Erp

ROMA – Con Francesco Paolo Tronca Roma riscopre dossier e numeri «dimenticati». A cascata, con Affittopoli ora si passa agli affitti passivi. Il Campidoglio punta i riflettori, ora, su quei 53 milioni di euro che ogni anno vengono spesi dal Comune per le sedi cosiddette istituzionali e quelle dell'Edilizia residenziale pubblica (Erp). Rispettivamente dalle casse di Palazzo Senatorio vanno via più di 31 milioni di euro annui per il primo caso e 21 per il secondo.

Tronca e De Dominicis
Nella mattinata di ieri, il commissario straordinario capitolino ha avuto un incontro con Raffaele De Dominicis, procuratore regionale. Al centro del meeting proprio il nodo Affittopoli. Il commissario si ripropone di sbrogliare il nodo assieme al procuratore e dall'incontro vengono fuori numeri, ma non solo. Un lungo elenco di nomi e indirizzi finisce sotto la lente d'ingrandimento della Procura, che avvierà verifiche approfondite su affittuari, locatari e concessionari morosi. Attenzione speciale è riservata, però, per Romeo. Parliamo dell'azienda che dal 1995 al maggio scorso ha avuto in carico l'amministrazione dei beni immobiliari del Comune di Roma e che, quindi, doveva essere al corrente della melma che sta venendo fuori dalla maxi inchiesta di Affittopoli.

Parcelle e controlli
Arrivano le prime parcelle da centinaia di migliaia di euro alle associazioni che hanno usufruito delle sedi concesse dal Comune di Roma. Secondo una delibera del 1996, le associazioni avrebbero dovuto pagare solo il 20 per cento del costo dell'affitto, ma pare che oggi non si conoscano sconti e le parcelle parlano chiaro: ora si chiede di saldare il 100 per cento. Inizio di settimana amarissimo anche per i commercianti. In trentacinque sono stati interessati – per ora – dalle ispezioni della Polizia municipale. I documenti di cui sono provvisti li dicono in regola, ma qualcosa non torna. Non deve tornare per forza se ci si trova di fronte a negozi di alimentari che pagano meno di un euro di affitto al mese.