19 ottobre 2019
Aggiornato 08:30
La fuga attorno alle 18.30 di domenica

Rebibbia: due detenuti si calano con le lenzuola ed evadono dal carcere

Sono in corso operazioni di Polizia, Carabinieri e Penitenziaria per rintracciare i due detenuti, ritenuti potenzialmente pericolosi.

ROMA – Due detenuti sono evasi dal carcere di Rebibbia. Si tratta di due cittadini romeni, compagni di cella, di 28 e 33 anni, che, nel pomeriggio di domenica 14 febbraio, si sono allontanati dalla casa circondariale romana lungo via Tiburtina.

Potenzialmente pericolosi
Secondo le prime ricostruzioni, i due sarebbero stati in grado di scappare dal carcere dopo aver segato le sbarre di un magazzino. Sembra la scena di un film e invece pare sia andata proprio così: i due detenuti, dopo aver segato le sbarre, si sono calati giù tramite delle lenzuola, riuscendo così ad eludere i controlli. I due sono considerati potenzialmente pericolosi: uno è detenuto a Rebibbia per rapina, mentre il suo compagno di cella, è finito in carcere per omicidio preterintenzionale e sequestro di persona. Sono state diramate le foto segnaletiche dei due ed è iniziata una vasta operazione di polizia, carabinieri e penitenziaria per rintracciare i due.

La fuga
La fuga è avvenuta nel reparto G11 del Nuovo Complesso della casa circondariale romana. I due avevano ottenuto il permesso di lavorare in un magazzino, dal quale, attorno alle 18.30, hanno messo in pratica la loro evasione. I detenuti hanno, poi, scavalcato la recinzione della zona passeggi, chiusa su tutti i lati, tranne nella parte superiore, riuscendo in questo modo a darsi alla fuga, senza attirare l'attenzione delle guardie. Dopo aver scavalcato anche il muro di cinta di Rebibbia, i due, in strada, avrebbero preso un autobus di linea – secondo le dichiarazioni di un testimone oculare. Le guardie si sarebbero accorte dell'evasione dei due solo per via delle lenzuola annodate che penzolavano giù dal magazzino.

La denuncia del sindacato
Immediata arriva la denuncia del sindacato di Polizia carceraria, Fns Cisl, che punta il dito contro il sovraffollamento delle carceri italiane, ed in particolar modo di Rebibbia: «Il personale in servizio di Polizia Penitenziaria nei 14 Istituti Penitenziari della regione Lazio risulta essere sottodimensionato e non più rispondente alle esigenze funzionali degli Istituti dove si continua a registrare un esubero di detenuti rispetto alla capienza detentiva prevista», dichiara il segretario aggiunto Massimo Costantino. «Le carceri sono più sicure assumendo gli Agenti di Polizia Penitenziaria che mancano, finanziando gli interventi per far funzionare i sistemi antiscavalcamento, potenziando i livelli di sicurezza delle carceri: non è un caso che proprio i sistemi di sicurezza del carcere di Roma Rebibbia sono fuori uso da tempo», aggiunge il segretario nazionale del sindacato Sappe Donato Capece.