Salvini dopo la bomba nordcoreana: «Rendiamoci conto che la minaccia non è la Russia»
Il segretario della Lega Nord condanna la notizia diffusa dalla tv di Stato di Pyongyang sul test di una bomba all'idrogeno. Una notizia che ha subito suscitato timore ma anche sollevato molti dubbi.
ROMA - «Spero che tutti i governo si rendano finalmente conto che la minaccia non è la Russia - a proposito, quanto ancora si deve aspettare per la revoca delle sanzioni a Mosca? - ma un po' più a Sud, in Corea del Nord...». Così il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, condanna la notizia diffusa dalla tv di Stato di Pyongyang sul test di una bomba all'idrogeno.
Tra critiche e dubbi
Una notizia che ha subito suscitato timore ma anche sollevato molti dubbi. Prudente ma risoluta la Casa Bianca nella sua prima reazione: «Le prime analisi non concordano con la rivendicazione del regime di aver testato con successo una bomba all'idrogeno», ha riferito in un briefing il portavoce, Josh Earnest, ammonendo però che ogni test nucleare è una «provocazione e una flagrante violazione» delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell'Onu. «Una provocazione inaccettabile e irresponsabile», aveva condannato poco prima il Pentagono dopo un colloquio tra il segretario alla difesa Usa Ash Carter e il suo collega sudcoreano Han Min-koo, che hanno concordato sull'opportunità di «conseguenze».
Presto nuove sanzioni?
E nonostante il Giappone abbia monitorato livelli di radioattività normali dopo l'annuncio di Pyongyang, l'allerta della comunità internazionale è massima, e si discute di applicare nuove sanzioni.
(Con fonte Askanews)
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