1 giugno 2020
Aggiornato 09:30
Il discorso del Papa all'udienza dei gruppi del Progetto Policoro

Francesco fa il tifo per i giovani senza lavoro

Parole forti e autorevoli, quelle di Papa Bergoglio in occasione dell'udienza del Progetto Policoro della Cei per l'occupazione giovanile. Parole a sostegno dei giovani disoccupati, che rischiano di finire disperati, senza ideali o, peggio, suicidi

ROMA«Il lavoro non è un dono gentilmente concesso a pochi raccomandati: è un diritto per tutti». Queste, le parole di Papa Francesco pronunciate nell'udienza ai gruppi del Progetto Policoro, istituito dalla Cei 20 anni fa, per promuovere l'occupazione giovanile. Il lavoro, ha rimarcato il Papa, è «dignità: non perdiamo di vista - ha sollecitato - l'urgenza di riaffermare questa dignità, essa è propria di tutti e di ciascuno, ogni lavoratore ha diritto di vederla tutelata, e in particolare i giovani devono poter coltivare la fiducia che i loro sforzi, il loro entusiasmo, l'investimento delle loro energie e delle loro risorse non saranno inutili».  

I rischi per i giovani disoccupati
Il Pontefice si è rivolto ai tanti giovani che in Italia non riescono a trovare un impiego:  «Il vostro lavoro io l'ho molto a cuore perché soffro quando vedo tanta gioventù senza lavoro, disoccupata. In Italia dai 25 anni in giù quasi il 40%». E «cosa fa un giovane senza lavoro?», si è chiesto ad alta voce Bergoglio. «Si ammala, deve andare dallo psichiatra, o cade nelle dipendenze o si suicida».Parole forti da parte di Francesco, che ha ricordato che «le statistiche dei suicidi giovanili non sono pubblicate: si trovano escamotage per non pubblicarli». Così, il ragazzo finisce per non avere prospettive, "cerca qualcosa che gli dia un ideale e fa il guerrigliero». «Ma sono loro - ha aggiunto - la nostra carne, sono la nostra carne di Cristo. Vi sono vicino, contate su di me. Questo - ha confidato - mi tocca tanto».

No al lavoro che sfrutta
Pertanto, il Pontefice ha promesso: «Vi assicuro la mia preghiera, vi sono vicino, contate su di me per questo perché questo tocca tanto. E per favore non dimenticatevi di pregare per me perché anche io ho bisogno di preghiere». Il Papa dunque è convinto che aiutare creare lavoro per i ragazzi, come fa la Cei con Policoro, «è anche una responsabilità di evangelizzazione, attraverso il valore santificante del lavoro. Non di un lavoro qualunque, però! Non del lavoro che sfrutta, che schiaccia, che umilia, che mortifica, ma del lavoro che rende l'uomo veramente libero, secondo la sua nobile dignità».
«Quanti giovani oggi - ha osservato il Papa - sono vittime della disoccupazione, quanti di loro hanno ormai smesso di cercare lavoro, rassegnati a continui rifiuti o all'indifferenza di una società che premia i soliti privilegiati, che sono corrotti, e impedisce a chi merita di affermarsi. Il lavoro - ha rimarcato - non è un dono gentilmente concesso a pochi raccomandati: è un diritto per tutti».  

Speranza
Il Papa ha poi continuato, rivolgendosi ai referenti del progetto: «Voi rappresentate certamente un segno concreto di speranza per tanti che non si sono rassegnati, ma hanno deciso di impegnarsi con coraggio per creare o migliorare le proprie possibilità lavorative. Il mio invito - ha aggiunto papa Bergoglio - è quello di continuare a promuovere iniziative di coinvolgimento giovanile in forma comunitaria e partecipata. Spesso dietro un progetto di lavoro c'è tanta solitudine: a volte i nostri giovani si trovano a dover affrontare mille difficoltà e senza alcun aiuto, le stesse famiglie, che pure li sostengono, anche economicamente, non possono fare tanto, e molti sono costretti a rinunciare, scoraggiati». «Qui - ha esortato il Papa - potete fare la vostra parte: sostenere le nuove energie spese per il lavoro; promuovere uno stile di creatività che ponga menti e braccia attorno a uno stesso tavolo, pensare insieme, progettare insieme, ricevere e dare aiuto: sono queste le forme più efficaci per esprimere la solidarietà come dono». «E qui - ha aggiunto a braccio riferendosi alla domanda che gli aveva posto uno degli animatori - c'entra la Chiesa, perché la Chiesa è madre di tutti, accomuna tutti».

Dignità
Papa Francesco ha infine incoraggiato a «continuare nel vostro impegno - ha detto - di sviluppare progetti a misura d'uomo, progetti rispettosi della dignità di chi li realizza e di chi ne beneficia; progetti che sappiano dare il giusto valore allo sforzo profuso, ma anche al meritato riposo, progetti concreti per esigenze concrete».  Il Santo Padre ha apprezzato le «idee forza» del Progetto Policoro, «una grande iniziativa di promozione giovanile, una vera occasione - lo ha definito - di sviluppo locale a dimensione nazionale». «Le sue idee-forza - ha detto il Pontefice - ne hanno segnato il successo: la formazione dei giovani, il lancio di cooperative, la creazione di figure di mediazione come gli 'animatori di comunità' e una serie di gesti concreti, segno visibile dell'impegno di questi venti anni di presenza attiva».

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