15 aprile 2021
Aggiornato 09:00
Lo scandalo banche

Di Battista: «M5s presenterà mozione di sfiducia a Boschi». Salvini: «Scriviamola insieme»

Il Deputato Cinque Stelle: «Se fosse stato Ministro di Berlusconi cosa avrebbero scritto i giornali?». Il leader leghista: «L'obiettivo è mandare a casa il governo dei banchieri e risarcire gli italiani truffati».

ROMA - «Il M5s depositerà nelle prossime ore una mozione di sfiducia nei confronti del ministro Boschi». Lo ha annunciato il deputato Cinque Stelle Alessandro Di Battista, ospite di SkyTg24.
«La domanda vera, e su questo ha ragione Saviano anche se noi lo diciamo da un anno, è questa: se fosse stato la Boschi un ministro del governo Berlusconi, con il padre vicepresidente di Banca Etruria aiutata dal governo Renzi, con il fratello dipendente della stessa Banca Etruria, e con la stessa Boschi che ha azioni di Banca Etruria, cosa avrebbero scritto i giornali di pseudo sinistra?», si chiede Di Battista.

Salvini a M5s: Scriviamola insieme
«L'obiettivo è mandare a casa il governo dei banchieri e risarcire gli italiani truffati. Il ministro Boschi vada a casa: noi siamo prontissimi a lavorare con il Movimento Cinque Stelle e con tutte le opposizioni. Anzi, la mozione di sfiducia scriviamola insieme. Noi ci siamo». Così il segretario della Lega Nord Matteo Salvini all'esponente del M5s Alessandro Di Battista, che oggi ha annunciato l'intenzione di presentare una mozione di sfiducia nei confronti del ministro delle riforme per la vicenda di Banca Etruria.

Savino (Fi): Saviano non è De Gasperi ma Boschi non è Cenerentola
«Quando Saviano per anni ha attaccato il presidente Berlusconi e il centrodestra, la sinistra chic lo considerava un guru, un suo intellettuale di riferimento. Era osannato come uno statista che non sbagliava mai. E' bastato che abbia chiesto le dimissioni di un ministro del Governo Renzi che ora la sinistra lo considera come un cialtrone. Saviano non è certo De Gasperi, ma Boschi non è Cenerentola». Lo afferma Elvira Savino, deputata di Forza Italia.
«Non è compito della politica giudicare se il padre della ministra sia una persona perbene o meno - aggiunge Savino - così come non è certo la figlia a dover pagare le eventuali colpe del padre, ma la doppiezza della sinistra è inaccettabile. Se questa vicenda fosse accaduta durante il Governo Berlusconi, ci sarebbe stata l'apocalisse, i democratici non avrebbero chiesto solo le dimissioni del ministro ma dell'intero governo. Il presidente Berlusconi, la sua famiglia, il suo partito, i suoi amici, le sue aziende sono stati per venti anni, senza sosta e senza ragione, oggetto di una spaventosa aggressione mediatico-giudiziaria. Quindi - conclude Savino - che ora la sinistra si scandalizzi che uno scrittore abbia scritto un articolo contro un ministro del Pd è una cosa francamente ipocrita e ridicola».