15 dicembre 2019
Aggiornato 13:00
Mancano 24 ore all'apertura dell'Anno Santo

Giubileo, Gabrielli: Minaccia terrorismo è globale, ma siamo pronti

Il prefetto di Roma è positivo: per l'8 dicembre, giorno dell'apertura dell'Anno Santo, Roma sarà pronta. Le istituzioni hanno collaborato e la città preparata: «ci siamo preparati, abbiamo fatto tutti i compiti a casa»

ROMA - Sotto il profilo della sicurezza, l'8 dicembre, il giorno in cui con l'apertura delle porte sante inizia il Giubileo della misericordia «sarà la data top»: lo ha detto il prefetto di Roma Franco Gabrielli, intervistato a «in 1/2h» di Lucia Annunziata su Rai3.

Siamo pronti
Il Giubileo non si ridurrà infatti all'8 dicembre, «stiamo parlando di un evento che durerà sino al 20 novembre 2016», ha ricordato Gabrielli, spiegando: «Abbiamo ipotizzato 20 tipi di eventi come problematici, ad esempio in termini di afflusso, e quello dell'8 dicembre è il numero due», invece visto che segna «l'inizio del Giubileo, dal punto di vista sicurezza l'8 dicembre è al top». L'8 Dicembre si apre il Giubileo, un Giubileo all'epoca dell'Isis, ma «ci siamo preparati, abbiamo fatto tutti i compiti a casa», ha assicurato il prefetto di Roma Franco Gabrielli.Il prefetto ha dichiarato: «Da un lato sono sereno, dall'altro sono preoccupato, ma di una preoccupazione più in senso etimologico, nel senso che abbiamo lavorato prima. C'è stata la pianificazione, c'è stata anche un'esercitazione anche con l'utilizzo di tutte le forze speciali. Abbiamo messo a sistema anche l'impiego delle forze armate». «Noi ci siamo preparati, i compiti a casa li abbiamo fatti tutti, poi la differenza la fa sempre il campo».

Se pericolo immediato, decisione del prefetto e di Alfano
Il Giubileo è alle porte, tutto le misure sono state pianificate ed ppè stata anche «pianificata in maniera inequivoca la catena dicoamndo». In caso di «pericolo immediato»: «Decidiamoio e Alfano», ha spiegato il prefetto di Roma Franco Gabrielli. Gabrielli ha voluto sgomberare il campo dalla «confusione», spiegando: «Il commissario straordinario di Roma Tronca ha la responsabilità dell'amministrazione della città fino a elezioni e con la sicurezza non ha nulla a che vedere. Palazzo Chigi e il Viminale hanno sul territorio un terminale che è il prefetto». Quindi «in prima battuta tutte le decisioni sia di anti terrorismo che di protezione civile fanno capo al prefetto, se la situazione assume un profilo particolare di pericolosità tutto viene assunto al Viminale». E se ci fosse la necessità di ordinare un'evacuazione? «Nella fase decisiva sul territorio sta al prefetto», ha risposto Gabrielli, assicurando: «Ci sono specifiche pianificazioni dove sono individuate in maniera inequivoca le catene di comando».

Allertate anche strutture ospedaliere
La capitale è pronta per il Giubileo anche sul fronte dell'assistenza sanitaria: «Tutti e 12 i pronto soccorsi previsti sono operativi per l'8 dicembre, negli sono stati riservati 300 posti letto per situazioni di crisi, e sono state allertate anche le strutture sanitarie e ospedaliere militari», lo ha assicurato il prefetto di Roma Franco Gabrielli. Da Lucia Annunziata, il prefetto ha risposto alla domanda dell conduttrice sulla preparazione delle strutture sanitarie in caso di grande attentato: «In questi mesi gli unici lavori che hanno seguito la tempistica del Giubileo sono quelli del settore sanità e i 12 pronto soccorso saranno operativi per l'8 dicembre, sono stati riservati trecento posti letto per le situazioni di crisi, e ci sono altre situazioni che sfrutteremo, anche strutture militari». Il prefetto di Roma ha spiegato che le strutture sanitarie e ospedaliere militari sono quindi allertate e il livello di allerta sarà mantenuto per tutto l'anno giubilare.

Contro alloggi abusivi poca collaborazione
In caso di una minaccia terroristica «è importante anche la collaborazione dei cittadini»,per un evento come il giubileo ma non sempre c'è, come ad esempio sul fronte dell'abusivismo ricettivo il prefetto di Roma mette il dito su una piaga. Una piaga che ora può pesare anche sul fronte della sicurezza. Gabrielli ha sollevato il «problema dell'abusivismo ricettivo» a Roma, spiegando che «dal 1 novembre al 21 abbiamo distribuito questionari sui treni, navi, alberghi, per sapere dove le persone vanno ad alloggiare e far collaborare i cittadini alla sicurezza. Ma il feedback è stato di appena 53 form tornati indietro, su migliaia distribuiti. E questo dà il senso del problema». Oltre ad accordi con associazioni di categoria, «in questi mesi si è fortemente sensibilizzata l'attività della polizia municipale e della finanza che sta facendo anche un lavoro di intelligence sul web contro i b&b abusivi. Io - è l'appello del prefetto - invito di nuovo anche i cittadini a denunciare chi vicino a voi è nell'illegalità. La democrazia e la sicurezza - ha avvertito Gabrielli - passano prima attraverso ognuno di noi»
 

Dopo sicurezza, preoccupazione è infrastrutture
Il Giubileo è alle porte e «la prima preoccupazione è la minaccia terorristica, il clima che c'è a livello internazionale, ma subito dopo c'è il tema delle infrastrutture di questa città, che ancora non è risolto», ha sottolineato il prefetto. E visto il poco tempo «con gli strumenti che abbiamo dobbiamo incidere su alcuni variabili" come gli scioperi, ha spiegato Gabrielli. Il prefetto ha anche annunciato "l'arrivo di nuovi mezzi di trasporto», ricordando «tutta una serie di criticità» sul fronte dei mezzi pubblici, come «la gara per l'acquisto di 700 nuovi bus andata deserta». Il prefetto ha anche ricordato quello che è accaduto a Roma venerdì scorso, quando, in una giornata peraltro di targhe alterne, e nonostante l'accordo con i sindacati maggiori, «un piccolo sindacato dal 2% di rappresentanza, ha generato un'adesione al 40% allo sciopero, e i trasporti sono stati toccati al 100%». Quindi «esiste anche un problema di rappresentanza». Gabrielli ha anche annunciato che «la linea del governo è quella di mettere a punto regole più stringenti perché queste situazioni di questo tipo non si ripetano». Che «il Giubileo è un evento straordinario, ma la straordinarietà di questa città è la sua ordinaria situazione patologica».