4 giugno 2020
Aggiornato 16:00
Dopo l'incontro tra Renzi e Pisapia

Comunali, il Pd a Milano sceglie le primarie

Dall'incontro di stamani al Nazareno tra Matteo Renzi e Giuliano Pisapia sarebbe emersa la volontà, a Milano, di procedere con primarie aperte e partecipate

ROMA - «Primarie vere, aperte, coinvolgenti e partecipate che tengano conto della peculiarità e dell'autonomia di Milano e che portino all'individuazione della candidata o del candidato migliore per vincere le prossime elezioni comunali e proseguire nel buon governo della città con innovazione e nuova progettualità». E' quanto emerso dall'incontro di stamani al Nazareno tra Matteo Renzi e Giuliano Pisapia, secondo quanto si legge in una nota del Pd. Erano presenti anche i vicesegretari Debora Serracchiani e Lorenzo Guerini e la vicesindaco Francesca Balzani.

L'incontro
«Durante l'incontro - si legge ancora nella nota - è stato espresso l'apprezzamento per il lavoro dell'amministrazione e dell'esperienza milanese di questi anni, così come è stata ribadita l'importanza delle primarie». A margine dell'incontro, conclude il comunicato, si è affrontato brevemente anche il tema del futuro e delle prospettive della città metropolitana. Pisapia è arrivato ieri sera a Roma per partecipare alla trasmissione «diMartedì» e oggi, al premier, ribadirà la richiesta di sostenere primarie aperte, a cui sembra intenzionata a partecipare la sua vice Francesca Balzani. 

Perplessità su Sala
«A me non risulta che Renzi abbia scelto Sala», ha detto ieri sera Pisapia, aggiungendo che «glielo chiederò direttamente e lo saprò». «Non ho mai detto che non andrebbe bene Sala, ma il percorso migliore ritengo sia quello di lasciare la decisione ai cittadini milanesi del centrosinistra. Io sono per le primarie», ha aggiunto, sottolineando che «qui a Milano ha vinto un centrosinistra largo, aperto, capace di parlare con i mondi più diversi. L'alleanza va salvaguardata».

Bersani: serve un centrosinistra largo
Dello stesso avviso  l'ex segretario del Pd Pierluigi Bersani, che, in una intervista al Corriere della Sera, ha affermato che alle amministrative serve un centrosinistra «largo» altrimenti «io non so se vinci»«Non ce lo ha ordinato il dottore - spiega Bersani - di fare le primarie. Ma se le fai, devi tenerti largo. Devi tenere conto che esiste un centrosinistra diffuso e lavorare perché ci sia un nome del Pd, uno della sinistra e un civico. Così, vinci sicuro. Se invece ti tieni più stretto, io non lo so se vinci». A Roma, ad esempio, Bersani aprirebbe le primarie anche a Fassina: «Sì, vale per tutti. Ma sono processi che non si improvvisano, vanno avviati per tempo. Decisioni così importanti non si possono prendere una settimana prima del voto». Ricordando che «il problema non è il grillismo, è la destra. E io sono preoccupato».

Organizzazione del partito
Bersani parla anche dell'organizzazione del partito e del doppio ruolo, premier e segretario, di Matteo Renzi: «Lo Statuto consente di fare al tempo stesso il segretario e il premier, anche se non obbliga. Io mi ero impegnato, se avessi fatto il premier, a non cumulare le cariche. Il punto è, ma si vuole davvero discutere dello stato del partito? Se lo si vuole, dirò anch'io la mia». All'intervistatore che gli domanda se chiederà un segretario politico per il Pd, Bersani risponde che «io non chiedo nulla, Renzi faccia come vuole. E comunque vedremo, poi le formule si trovano. Il problema di fondo è se il partito è un collettivo, se è ritenuto utile, o se è considerato un ingombro. Perché magari si preferisce un rapporto diretto con i cittadini, senza mediazioni. Se è così, auguri!».

Con la minoranza
Bersani, comunque, non esclude di andare alla Leopolda: «Se ci fosse la bandiera del Pd, potrei anche andarci. Quando il segretario ero io, lo ero di tutto il Pd e non mi sono mai messo a organizzare correnti. Sono stato ospite anche della destra ad Atreju, ma nel nostro campo io vado solo dove ci si riunisce in nome del Pd». Sicuramente sarà, il 12 dicembre, a Roma all'iniziativa organizzata da Speranza e Cuperlo: «Hanno pensato a una manifestazione per ribadire che nel Pd c'è anche un altro punto di vista e io ci sarò, anche se non l'ho organizzata io perché non sono un capocorrente. Mi risulta che non sia ancora stato vietato riunirsi. E dove ci sono le bandiere del Pd, io ci vado». E poi, ridendo: «Si resta segretari a vita...»

(Con fonte Askanews)

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