16 novembre 2019
Aggiornato 02:00
6,8 miliardi in più

Anas, per la prima volta un piano pluriennale da 11,5 miliardi

Grazie al fatto che la priorità, a differenza del passato, sarà la manutenzione straordinaria (41% degli investimenti) piuttosto che le grandi opere, i tempi di avvio dei lavori saranno rapidi, e potranno produrre effetti sull’edilizia e sul Pil già nel 2016

ROMA - Grazie agli stanziamenti nella legge di Stabilità 2016 (6,8 miliardi di euro in più, dal 2016 al 2020) il finanziamento complessivo al Programma pluriennale Anas 2015-2019 sale da 4,7 a 11,5 miliardi, su un valore complessivo di 20,2 miliardi di euro. E grazie al fatto che la priorità, a differenza del passato, sarà la manutenzione straordinaria (41% degli investimenti) piuttosto che le grandi opere, i tempi di avvio dei lavori saranno rapidi, e potranno produrre effetti sull’edilizia e sul Pil già nel 2016. Rispetto ai 4,7 miliardi già disponibili per finanziare il piano Anas da 20 miliardi, il ddl di Stabilità (approvato al Senato) stanzia in tutto 6,8 miliardi di euro aggiuntivi, dal 2016 al 2020, facendo così salire le risorse complessive a disposizione a 11,5 miliardi. Altre risorse potrebbero aggiungersi dai bilanci regionali e dai programmi Por 2014-2020.

Per la prima volta l’Anas può fare una programmazione pluriennale, sulla base di risorse certe stanziate per i prossimi cinque anni, piuttosto che decidere anno per anno. Il presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino, ha espresso apprezzamento per il Piano Pluriennale Anas 2015/2019 presentato oggi dal ministro Graziano Delrio e dal Presidente di Anas Vittorio Armani. «In particolare - ha detto Chiamparino - mi pare che due siano le parole chiave che meglio di altre spiegano l'innovazione di questo piano: la manutenzione e la certezza delle risorse».

La scelta di destinare gran parte dei fondi alla manutenzione straordinaria è condivisibile, soprattutto se consideriamo le fragilità e il dissesto idrogeologico di molti territori. Così come avere certezza di risorse nell'ambito di un piano pluriennale consente finalmente di tornare a una efficace programmazione finanziaria. Questo è un requisito a mio avviso fondamentale anche in tempi di 'risorse ridotte'.

«Appare poi comprensibile la scelta di privilegiare in questa fase, anche nel completamento di itinerari fondamentali, le zone del Mezzogiorno laddove è più percepibile un certo divario infrastrutturale. Inoltre le scelte adottate oggi con il Piano di ritrasferimento di alcune arterie stradali regionali e provinciali sono importanti anche alla luce del riassetto istituzionale legato alla Legge Delrio. Infine - ha concluso Chiamparino - è decisamente significativo il fatto di prevedere un tavolo con le Regioni per definire periodicamente i necessari aggiornamenti del Piano».