16 ottobre 2019
Aggiornato 06:00
Salvini: alleanza sì, ritorno al passato no

Centrodestra, il rebus di Forza Italia

Dopo Bologna, è sempre più chiaro che l'anello debole della coalizione Lega-FdI-Fi sia rappresentato dal partito di Berlusconi. A cui ancora manca una direzione precisa da imboccare

ROMA - «Bologna è passata, ci siamo andati e non eravamo in soggezione. Ma la prossima piazza dovremo organizzarla noi, invitando certamente i nostri alleati, ma tenendo anche conto che laddove governiamo - in Lombardia, Veneto, Liguria - lo facciamo anche assieme ad altri del fantomatico 'centro'». Lo ricorda in una intervista al Corriere della Sera il capogruppo di Forza Italia al Senato Paolo Romani. «Alfano, che approfitta del nostro accordo con Salvini per dire che resta con Renzi, rappresenta quella parte di centro con cui è improponibile un accordo - aggiunge -. Ma è agli elettori di quell'area che dobbiamo guardare».

Romani: serve un centro
Insomma, sottolinea Romani, serve «meno timidezza», perché la classe dirigente di Forza Italia «si è un po' isolata». Se Forza Italia non riporterà la coalizione verso i moderati «in un ballottaggio tra Movimento 5 Stelle e Pd potrebbe essere Grillo a prevalere: non possiamo permetterlo». «Questa forza di uomini e donne capaci - ribadisce - deve tornare protagonista, perché non siano appunto solo le voci di Lega e FdI a risuonare». A Milano Sallusti è il candidato giusto? «Intanto è una persona perbene» e «da direttore del Giornale, ha sostenuto posizioni vicine a Fi", "mi auguro che, se correrà, lo farà parlando alla Milano della grande borghesia come a quella fuori dei Navigli, cui servono risposte su crisi e sicurezza». E a Roma? «Marchini poteva andare bene, ma non può dire che i partiti devono restare fuori» conclude Romani.

Rotondi: non lasciamoci sovrastare da Salvini e Meloni
«Romani ha ragione da vendere quando dice che serve un centro, perché Forza Italia è sovrastata dalla comunicazione della destra di Salvini e della Meloni». A dichiararlo Gianfranco Rotondi, deputato di Forza Italia e leader di Rivoluzione Cristiana. «Ha ragione - aggiunge - anche a dire che in Lombardia governiamo con Ncd ma bisogna ormai prendere atto, con rispetto, che quello è il centro del centrosinistra e dunque l'anomalia sono ormai le giunte, con noi Forza Italia recuperi la sua ispirazione liberale e aiuti apertamente noi di Rivoluzione Cristiana a ricostruire una presenza dignitosa dei cattolici».

Fitto: Berlusconi confuso
«Il centrodestra è nel caos. E la giornata di ieri, con Silvio Berlusconi che nella stessa mezz'ora conferma lo schiacciamento sulla Lega e poi parla di una ipotetica candidatura Draghi, fa capire bene che si brancola nel buio, si naviga a vista, senza idee e senza strategia». Lo afferma Raffaele Fitto, leader dei Conservatori e Riformisti. «La vecchia logica dei tavoli in stanze chiuse ha prodotto, nel centrodestra, la perdita di 12 milioni di voti. Per noi le primarie - conclude Fitto - servirebbero proprio a ridare aria, ad aprire porte e finestre, a mobilitare energie, rimettendo il centrodestra in comunicazione con un mondo perduto, smarrito, deluso e disilluso».

Salvini: alleanza sì, ma non a tutti i costi
Matteo Salvini conferma la sua volontà di costruire un'alleanza di centrodestra «ma non a tutti i costi». Intervenendo al congresso della Lega lombarda, il leader della Lega ha affermato: «Non ci saranno ritorni al passato, non sono nostalgico. E non saremo noi ad andare dagli altri. Non lasceremo per strada la nostra identità. Chi vuole fare un po' di strada con noi - ha concluso - sa che cosa lo aspetta».

(Con fonte Askanews)