3 dicembre 2020
Aggiornato 02:00
Serracchiani annuncia una norma anti-Bassolino

Amministrative, la candidatura di Bassolino agita il Pd

Mentre Lorenzo Guerini si pronuncia per un rinnovamento nelle candidature per le amministrative, Debora Serracchiani annuncia una norma in discussione, che prevede l'incandidabilità alle primarie per gli ex sindaci

ROMA - «Tanto per cominciare, le amministrative non possono essere occasione di rivincite personali ma devono essere collegate ad un progetto condiviso. Le elezioni sono a giugno, c'è tempo per costruire a Napoli come nelle altre realtà le proposte per il governo delle città e l'intelaiatura di alleanze aperte alla società civile». Lo afferma in una intervista alla Stampa il vicesegretario del Pd, Lorenzo Guerini commentando la candidatura a Napoli dell'ex sindaco Antonio Bassolino.

Rinnovamento
Su questo, in particolare, ribadisce «non c'è fretta, in una delle prossime direzioni del Pd proporremo un election day il 20 marzo con primarie", "ma bisogna guardare avanti e sollecitare un protagonismo di forze nuove, fresche, andarle a scovare e non chiuderci in noi stessi, senza ripiegarci su formule che possono risultare più comode». Fermi i paletti per le candidature: «Chi ha già fatto il sindaco per due mandati, anche in tempi lontani, è bene lasci il testimone ad altri. Quando un'esperienza è chiusa è chiusa. Varrebbe per Delrio a Reggio Emilia, per Renzi a Firenze o per me stesso se pensassi di ricandidarmi a Lodi».

Norma anti-Bassolino?
«La proposta della segreteria, che sarà discussa nelle prossime settimane, prevede che chi è già stato sindaco non potrà candidarsi alle primarie». Lo afferma in una intervista a Repubblica il vicesegretario del Pd Debora Serracchiani che dopo la discesa in campo di Antonio Bassolino per il comune di Napoli ribadisce le nuove regole per le comunali. Regola non fatta per escludere Bassolino ma che «varrebbe anche per Renzi a Firenze e Delrio a Reggio Emilia. E' solo un modo per dire che quando un'esperienza si è chiusa, si è chiusa per davvero. Nulla di strano: lui ha già dato». Certo Bassolino «può decidere liberamente di fare qualunque scelta, ma non potrà correre alle primarie del Pd" e "mi piacerebbe poter mettere in campo una nuova classe dirigente». «In direzione ufficializzeremo il 20 marzo come il giorno delle primarie, mettendo ordine e favorendo la partecipazione - continua la Serracchiani -. E fisseremo le stesse regole ovunque. Chiare, per tutti: da Aosta a Marsala», «saranno primarie aperte a tutti i cittadini. Mentre per i ruoli politici, ad esempio le segreterie locali, stiamo ragionando se far votare solo gli iscritti».

Bassolino: no a esclusione
«Vedremo nelle prossime settimane quello che pensa Matteo Renzi, con nome e cognome, oggi leggo rispetosamente le parole della Serracchiani e mi auguro che non si vada avanti sulla strada di regole sbagliate. Penso che bisogna essere molto attenti a non muoversi in modo poco rispettoso verso la città e verso il Pd locale». Così Antonio Bassolino, intervistato a La Telefonata su Canale 5, commenta l'intervista della vice segretaria del Pd secondo la quale le «nuove regole» per le primarie non consentono la partecipazione a chi è già stato sindaco. Secondo Bassolino si tratterebbe, se confermate, «di nuove e singolari regole» che sono «sbagliate» perchè "tendono ad escludere e non ad includere».  Bassolino spiega che «non gli risulta» la regola citata dai vice segretari del partito che gli ex sindaci non potranno partecipare alle primarie. «A me non risultava, ho visto i titoli dei giornali di oggi - sottolinea -. Quanto a uno slittamento a giugno del voto mi auguro che il governo rifletta bene: giugno è un mese molto caldo, le scuole chiudono, in un paese in cui già la crisi di partecipazione è grande stiamo attenti a non dare incentivi alla crescita dell'astensionismo».

Metodo singolare
«Leggo che si potrebbero fare nuove e singolari regole per vietare di candidarsi a chi è già stato sindaco. Vedremo, però mi sembra sbagliato - ragiona Bassolino -: sia perchè le regole non si cambiano quando il gioco è in corso, sia perchè sono giuste le regole che tendono a includere, ad aumentre la partecipazione, non quelle che vogliono escludere». E' Renzi che non vuole una candidatura di Bassolino? «Se questo fosse vero bisognerebbe chiederlo a lui il perchè» glissa Bassolino che giudica «singolare» e di «poco stile» il fatto che sia stato «un comunicato anonimo» a stabilire che la sua non era la candidatura appoggiata dal partito.

Trasparenza
«Mi sono mosso in modo trasparente, ho chiesto le primarie perchè mi sembrano una scelta giusta per la città prima ancora che per il Pd: i napoletani devono scegliersi il sindaco a maggio e prima ancora devono scegliere il candidato della coalizione». Lo afferma, intervistato a La Telefonata su Canale 5, Antonio Bassolino che si è candidato alle primarie per guidare il comune di Napoli. Primarie che, rilancia, «sono una carta di identità del Pd e anche Matteo Renzi è figlio delle primarie»«Per questo - spiega - ho spinto su questa strada anche quando molti, anche alcuni particolarmente vicini a Renzi, mi spingevano perchè mi candidassi nei mesi scorsi ma io non sono andato dietro a queste suggestioni, mi sono mosso perchè il Pd fissasse le primarie». «Io - conclude - sono pronto insieme ad altri a candidarmi, chi vince dovrà avere il sostegno leale di tutti gli altri».

(Con fonte Askanews)