17 febbraio 2020
Aggiornato 16:00
La manifestazione di Bologna

Salvini «sfida» Berlusconi alla prova della piazza

Il leader della Lega Nord è già pronto per il dopo-Renzi. Nelle sue parole si legge la volontà di spodestare il governo: «Oggi inizia il processo di sfratto per Renzi e Alfano, con un progetto alternativo, non solo politico, ma anche di vita».

BOLOGNA - Conteranno i numeri, conteranno la forza e gli umori della piazza, conterà la protesta - se i tre cortei degli antagonisti previsti in città riusciranno o meno a strappare la scena al palco - conteranno le parole. E le persone. Perchè da giorni intorno alla manifestazione organizzata domani dalla Lega Nord a Bologna va avanti il balletto Berlusconi sì, Berlusconi no.

Lui alla fine ha fatto sapere che ci sarà ma, come ha osservato Pier Ferdinando Casini che lo conosce bene, «finchè non lo vedo non ci credo» perchè «la sua presenza a Bologna sarebbe un errore troppo grande. Lo conosco abbastanza bene e non credo che lo farà: si tratterebbe di un regalo immenso ai suoi avversari e detrattori». Comunque alla notizia della partecipazione alla manifestazione in Forza Italia si sono scatenati i malumori e Matteo Salvini ha subito precisato che, sì, Silvio è «benvenuto» ma sul palco di piazza Maggiore l'ultima parola spetterà a lui. «Dovere di ospitalità».

Detto questo oggi il leader del Carroccio ha mostrato un volto più conciliante respingendo il sospetto che Berlusconi sia condannato alla subalternità: «Non mi interessa la leadership, mi interessa che ci sia un'opposizione unita, essere tutti insieme a Bologna significa costruire il futuro». E tentare di vincere le amministrative della prossima primavera. Pare che l'idea sia anche quella di mitigare un po' i toni su immigrazione e sicurezza e soprattutto gli accenti anti-europeisti.

Sul palco ci sarà anche Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia, il cui nome è stato più volte tirato in ballo come futuro candidato sindaco per il centrodestra a Roma. Di certo la versione 2015 del vecchio Polo delle libertà - ristretto a Forza Italia, Lega Nord e Fdi senza più i centristi tentati dal partito della Nazione di Renzi - potrebbe riservare qualche sorpresa nella sfida per le amministrative. La strategia, domani, è quella di esaltare il volto del centrodestra unito: Berlusconi, Salvini e Meloni insieme per vincere le amministrative. In città dove il Pd è in difficoltà, vedi Napoli e Roma, per i dem è un rischio concreto.

I giornali vicini all'ex premier accreditano la versione del centrodestra unito che vince come il fulcro della strategia di Berlusconi: la migliore risposta che Berlusconi può dare «a chi lo vede morto è dimostrare di essere vivo fregandosene dei consigli pelosi». Non sarà il Berlusconi trionfante tra Gianfranco Fini e Umberto Bossi e infatti «da questo punto di vista - spiega Libero - Bologna è per lui un sacrificio ma un sacrificio indispensabile se si vuole mettere in piedi un cartello capace di arrivare al ballottaggio», confinando i grillini al terzo posto e sfidando il Pd.

Giovanni Toti, governatore della Liguria e consigliere politico del capo di Fi, lo dice chiaramente facendo intravedere un percorso che è già iniziato a livello parlamentare: «Per la prima volta si sono riuniti capigruppo di Lega, Fi e Fdi per mettere a punto una linea comune non solo in vista di Bologna, ma delle politiche parlamentari da adottare rispetto alla legge di stabilità e, prossimamente, della costruzione delle alleanze e la scelta delle candidature per le amministrative». E poi, conclude Toti, basta «arrovellarsi in un eccesso di autolesionismo», domani sarà «una bella giornata» nella quale lanciare la sfida a Renzi. Lo stesso Salvini ha ribadito che dopo la decisione di partecipare alla manifestazione «sarà più facile mettersi da lunedì intorno a un tavolo e discutere di amministrative».

Ma non tutti ci credono, anzi. Da destra a sinistra le critiche all'indirizzo dell'ex Cavaliere non sono tenere e il complimento più gentile è «gregario». Se i dem derubricano l'iniziativa come il simbolo di una Forza Italia completamente «a traino della Lega» anche tra gli azzurri i malumori si fanno sentire. In molti avevano consigliato a Berlusconi di lasciar perdere, tanto che qualche giorno fa i rumors parlavano di un suo diniego. Dai vecchi colonnelli di An come Altero Matteoli, agli ex amici come la senatrice Manuela Repetti, moglie dell'ex fedelissimo Sandro Bondi, fino a uno dei volti più presenti in tv, l'europarlamentare Lara Comi. «Ma Berlusconi lo sa cosa pensano nel Ppe di Matteo Salvini? Pensano molto male - spiega -. Viene visto come un signor no, che parla alla pancia della gente senza proporre soluzioni ai problemi».

La città si presenta all'appuntamento in assetto 'anti-sommossa': l'anno scorso il segretario della Lega andò a un campo nomadi e si ricorda bene come finì: contestazione, auto del segretario assalita a calci e pugni da giovani dei centri sociali, infinite polemiche su un'iniziativa definita «provocatoria». Quindi, domani, musei chiusi, sala Borsa sbarrata, la statua del Nettuno transennata e bus deviati. Secondo gli organizzatori saranno circa 600 i pullman del popolo padano. Già dalle 10 gli antagonisti, che hanno tappezzato la città con i manifesti «Mai con Salvini, Bologna non si Lega», si incontreranno per dare vita a tre cortei a cui si aggiunge la manifestazione promossa dall'Anpi. Un migliaio di poliziotti tenteranno di presidiare i cortei, almeno quelli ufficiali, e di bloccare eventuali incursioni nella zona rossa.

(con fonte Askanews)