29 agosto 2025
Aggiornato 09:00
Il dimissionario sindaco di roma non molla

Marino: «Se si faranno le primarie nel Pd mi candido anch'io»

Secondo Marino, tocca agli eletti dal popolo decidere se deve continuare o meno la sua missione politica

ROMA - Il sindaco dimissionario di Roma, Ignazio Marino, non molla. In un'intervista rilasciata a La Repubblica ha annunciato di volersi candidare alle primarie nel Pd.

Marino: I romani mi sostengono
«Se si faranno le primarie nel Pd é possibile che ci sia anch'io» . Ad annunciarlo è niente meno che il sindaco dimissionario della Capitale, Ignazio Marino, in un'intervista pubblicata oggi da La Repubblica. «La città ha capito che con me sono stati cacciati i criminali che erano qua dentro - afferma - le persone che incontro per strada mi chiedono di non interrompere questa esperienza». E ancora: «La legge mi dà venti giorni per verificare se la mia esperienza é davvero finita o se ci sono le condizioni per rispettare il partito che mi ha eletto alle primarie con il 52%, parlo di Pd e di Sel, e al ballottaggio con il 64%». A Renzi, che ha detto si é rotto il suo rapporto con la città «mi permetto di dire - risponde - che non capita tutti i giorni che 50mila persone firmino una petizione per chiedere al sindaco di restare».

Il rocchetto di nichel che ha dell'incredibile
Marino si dice convinto del fatto che «questa sia una crisi politica, che vada riportata dentro i confini della politica. E' una questione che deve essere valutata dal Pd - spiega - questa é la sfida della mia vita e io voglio vincerla. Ma tocca agli eletti dal popolo, alla mia maggioranza, dirmi se questa esperienza deve proseguire o deve essere interrotta. Questa é la democrazia». E, a conclusione dell'intervista, racconta una storia che ha dell'incredibile: «Tra qualche giorno nelle casse del Comune entreranno 38 milioni di euro. E anche grazie a questi soldi potremo comprare nuovi autobus, riparare le linee delle metropolitane. Una buona notizia - spiega - ed è una storia incredibile: nel 2003 un debitore che doveva al Comune circa 30 milioni di euro disse: "non ho i soldi vi dò in pegno questo rocchetto di nichel che vale questa cifra'. Bene, l'abbiamo venduto». (Fonte Askanews)