11 dicembre 2019
Aggiornato 02:00
Il magistrato fa dietrofront

Sabella: «Io commissario? Nessuno me l'ha chiesto»

L'assessore alla legalità ha rilasciato un'intervista a La Repubblica nella quale racconta il suo rapporto con Ignazio Marino

ROMA - «È stato meglio lasciarci che non esserci mai incontrati». Alfonso Sabella cita Fabrizio De Andrè per parlare del suo rapporto «breve ma intenso» con la politica. In una intervista a Repubblica ha spiegato: «Sapevo che la mia era un'avventura a tempo. A dicembre, quando arrivai, pensavo di lasciare dopo l'estate». Rispetto alla possibilità che possa esser lui chiamato a fare da commissario, Sabella aggiunge: «È un'ipotesi che mi spaventa, conoscendo la complessità della situazione. Detto ciò, nessuno me l'ha chiesto». E se glielo chiedessero? «Porrei delle condizioni che riguardano la macchina amministrativa».

Sabella: A Ignazio voglio molto bene
Si dice che in Campidoglio ci siano dei dirigenti che «remano contro», che boicottano gli atti che preparano. Le risulta? «Non so se lo fanno con dolo o se si tratta di incapacità. Certo c'è un profilo di colpa. Non è un caso se fino a qualche mese fa quando si arrivava al Tar il Comune quasi sempre perdeva. Ora si vince quasi sempre». Eppure tutto è finito per qualche cena fuori. «Per la rabbia ho anche pianto. Avevamo intrapreso un percorso giusto, con una giunta di grande qualità. Lascio il mio posto da assessore con la morte nel cuore». Di Marino cosa le resta? «A Ignazio voglio un bene dell'anima, mi sono affezionato a lui. Ha affrontato grandi sfide, dalla chiusura di Malagrotta ai bilanci approvati nei termini di legge, alla trasparenza».

Contro di lui un'aggressione mediatica senza precedenti
Errori? «Di comunicazione e di leggerezza, come sulla vicenda degli scontrini. Un fatto che però rende la mia presenza in giunta incompatibile. Non posso stare in una squadra sulla quale pende lo spettro di un'imputazione per peculato e falso». Al momento non ci sono iscritti nel registro degli indagati. «No, ma quel fascicolo non tarderà ad essere trasformato. E l'iscrizione è un atto dovuto che consentirà a Marino di difendersi. È scivolato su facilonerie e per pressappochismo». Inoltre «c'è stata un'aggressione mediatica senza precedenti contro Marino. E solo un bambino non si accorgerebbe che in questo contesto, i 'cattivi' che Ignazio stava cercando di cacciare via si sono inseriti e hanno fomentato questa attenzione sul sindaco». (Fonte Askanews)