2 giugno 2020
Aggiornato 13:30
I grillini chiedono un'indagine conoscitiva

M5S: Tutte le bugie di Renzi sul dissesto idrogeologico

Dal Governo solo un'alluvione di promesse. Grosse cifre sparate da Renzi&Co. per la risoluzione di un problema che ogni anno in Italia arreca ingenti danni, a persone e cose. I pentastellati chiedono al governo di impegnarsi e avanzano delle proposte

ROMA – Neanche un decimo delle cifre promesse dal governo contro il dissesto idrogeologico è arrivato nei cantieri. Il Movimento 5 Stelle denuncia l'«alluvione di promesse» di Renzi&Co. e chiede che venga fatta luce sulla questione. Il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio, insieme alle deputate M5S in Commissione Ambiente Federica Daga e Patrizia Terzoni chiede risposte al governo e avanza delle proposte concrete per mettere mano al problema.

I numeri
I dati parlano chiaro, dicono i pentastellati: Matteo Renzi ha promesso che il governo avrebbe investito nove miliardi di euro, spalmati in sette anni, per la risoluzione del nodo delicato del disseto idrogeologico nel nostro Paese. Annuncio importante come la cifra avanzata dal governo, anche e soprattutto alla luce delle diverse e numerose catastrofi che hanno colpito molte regioni italiane negli ultimi anni, provocando ingenti danni a persone, beni e agricoltura. La verità – come spiegano i deputati del Movimento – è che lo Stato avrebbe concesso solo 50 milioni nel 2015, ma non ancora erogati per mancanza di un decreto ministeriale.

Gli annunci
Era il febbraio scorso quando il premier parlava di 800 milioni da destinare al problema idrogeologico; passati pochi mesi, a luglio, il Governo torna a toccare la tematica annunciando, stavolta, 1300 milioni di euro da investire nel campo in questione, che aumenteranno, appena un mese dopo, di ben 500 milioni, arrivano a 1800 milioni. Entro il 2014 i cantieri aperti sono stati appena 44, mentre per il 2015 ne sono stati promessi 88. Il Direttore dell’unità di missione sul dissesto idrogeologico, Mauro Grassi, dichiara, invece, che, secondo il cronogramma dell'unità di missioni, i cantieri dovrebbero essere mille l'anno dal 2014 e per sette anni.

Parlando di cifre
Analizzando le cifre e i dati, la situazione in Italia è al limite rispetto al dissesto idrogeologico. Un milione di persone, infatti, è interessata direttamente dal fenomeno franoso, mentre sono ben 600mila le zone che rischiano lo stesso fenomeno lungo la rete autostradale. 12mila chilometri quadrati di territorio della penisola e sono sei milioni gli italiani che vivono in luoghi a rischio alluvione.

Le proposte
Con #ripariamolitalia il Movimento 5 Stelle si propone di spingere il governo ad agire in fretta sulla questione. Innanzitutto i pentastellati chiedono che si avvii la defiscalizzazione al 65% per i progetti di messa in sicurezza e formazione dei professionisti. Inoltre, tra le proposte c'è la fuoriuscita dal patto di stabilità interno per tutti gli interventi di messa in sicurezza e ripristino, a cui si accompagna la creazione di uffici geologici comunali. Quello che chiedono i grillini è anche la messa a punto di regole stringenti per la progettualità e la realizzazione degli interventi e delle precise sanzioni per dichiarazioni mendaci con individuazione di responsabilità penale, civile e amministrativa.

La risposta (insufficiente) del governo
Il governo prova a rispondere alle accuse di «annuncite» mosse dal Movimento, affermando che «È un fatto che per il piano da 1300 milioni sono stati stanziati 754 milioni che saranno nelle casse dei presidenti di Regione-commissari di governo entro poche settimane e non appena ricevuto il visto della Corte dei Conti». La replica dei deputati a 5 Stelle della Commissione Ambiente è immediata: «È fantastico, siamo ancora alla richiesta di credito. Mentre le strade franano, le case si sbriciolano e purtroppo si contano i morti, la struttura di missione annuncia, ancora, misure al di là da venire. Ben vengano, comunque i cantieri, se davvero saranno aperti. Ma ribadiamo che anche la precisazione è un elenco di annunci».

L'indagine conoscitiva avviata dal M5S
Le deputate grilline della Commissione Ambiente, Federica Daga e Patrizia Terzoni, con il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio hanno presentato una richiesta di avviare un'indagine conoscitiva sul dissesto idrogeologico. I pentastellati spiegano come di tutte le cifre esorbitanti sparate dal governo effettivamente siano soltanto 50 milioni gli unici fondi stanziati per il dissesto idrogeologico, non ancora spendibili a causa dell'assenza di un decreto. Il governo pare aver abbassato il tiro, ridimensionando le aspettative: da 9 miliardi annunciati l'anno scorso ai 750 milioni in cinque anni. Il problema, spiegano dal Movimento, è che il governo allo stato attuale non ha idea di come richiedere e ottenere i fondi: «Non sanno neanche loro con quale strumento chiederli. Chiederli: ottenerli e renderli disponibili per aprire effettivamente dei cantieri, è tutta un'altra storia».

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