15 dicembre 2019
Aggiornato 21:00
Per tre settimane 270 padri sinodali discutono di famiglia

Il Papa apre il Sinodo: «No a compromessi o patteggiamenti»

Vescovi e cardinali di tutto il mondo affollano l'aula nuova del Sinodo in Vaticano: l'assemblea ordinaria sulla famiglia apre i battenti con la prima sessione alla presenza del Papa e 270 padri sinodali

ROMA - Vescovi e cardinali di tutto il mondo affollano l'aula nuova del Sinodo in Vaticano: l'assemblea ordinaria sulla famiglia apre i battenti con la prima sessione alla presenza del Papa e 270 padri sinodali. Dopo l'apertura ufficiale di domenica 4 ottobre con una solenne messa a San Pietro, Bergoglio ha dato il via ai lavori dell'assise che vede riuniti rappresentanti delle conferenze episcopali di tutto il mondo per discutere sul tema della famiglia, in tutte le sue più delicate implicazioni: dalle coppie ferite all'ammissione alla comunione per i divorziati risposati, dalle coppie di fatto alle unioni omosessuali, fino ai temi centrali della difesa della vita.

Tre settimane
Di tutto questo i padri sinodali parleranno per tre settimane, fino al 25 ottobre, quando i risultati della discussione, contenuti in una Relazione finale, verranno consegnati a Papa Francesco che, dopo aver deciso se pubblicare o meno il testo, elaborerà una Esortazione post-siniodale, ovvero un testo magisteriale che offrirà indicazioni precise sui temi della famiglia.

Indissolubilità del matrimonio
«Il sinodo non è un Parlamento, dove per raggiungere un consenso o un accordo comune si ricorre al negoziato, al patteggiamento o ai compromessi», ha ammonito il Papa aprendo l'assise. «L'unico metodo del sinodo è quello di aprirsi allo Spirito santo con coraggio apostolico». Domenica, alla messa in San Pietro, il Papa aveva ribadito il principio dell'indissolubilità del matrimonio: «La Chiesa è chiamata a vivere la sua missione nella Verità, che non si muta seconda le mode passeggere o le opinioni dominanti».

(con fonte Askanews)