Esposito: Parte di città pensa sia giusto non pagare il biglietto, ma qui non c'è l'anarchia
C'è un clima molto difficile in città, dice Esposito, e l'impegno dell'assessorato è quello di risollevare una situazione difficilissima: «il dramma è che abbiamo 1500 bus al giorno che vanno in strada e ne ritornano rotti 200-300»
ROMA - «In Atac si lavorava di media tre ore e il resto del lavoro veniva pagato con gli straordinari». Lo ha affermato l'assessore ai Trasporti del Comune di Roma, Stefano Esposito, durante la trasmissione radiofonica «Radio anch'io» su Radio1 sottolineando che «c'è un clima molto difficile in città».
Situazione difficilissima da risollevare
«Mi devo occupare di risollevare una situazione difficilissima: il dramma è che abbiamo 1500 bus al giorno che vanno in strada e ne ritornano rotti 200-300», ha spiegato Esposito. «Quando si ha un parco di mezzi vecchio, con una media di 10-13 anni, quando la linea della metro è senza interventi da 10 anni, questo è il risultato», ha aggiunto l'assessore.
Parte di città non vuole pagare il biglietto
Esposito ha continuato sottolineando che «c'è un c'è pezzo di città che pensa che sia giusto non pagare il biglietto dell'autobus. Ma io sono cresciuto e vivo in un paese in cui ci sono delle regole e non l'anarchia, se ognuno decide di pagare le tasse quando vuole, non siamo più in democrazia, ritengo l'anarchia una delle peggiori pratiche della storia».
(con fonte Askanews)
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