31 marzo 2020
Aggiornato 05:00
Gli spazzini incrociano le braccia

Roma è sporca: e di chi è la colpa?

I sindacati accusano il sindaco Ignazio Marino di voler privatizzare l'Ama. Il Comune risponde che l'azienda non si tocca, anzi aumenterà i posti di lavoro. Nel dubbio, però, la reazione è sempre la solita: un bello sciopero generale

ROMA – Di chi è la colpa se Roma è sporca? Se il centro storico è invaso da cumuli di rifiuti, se l'immondizia spadroneggia ad esempio tra Montesacro, Nomentano e Gianicolense? Questa è un'altra domanda destinata a rimanere senza risposta, in quell'enorme romanzo giallo in cui si è trasformata l'amministrazione della capitale. I lavoratori dell'Ama, la municipalizzata che quei rifiuti sarebbe tenuta a raccoglierli, hanno dato la colpa al solito sindaco Ignazio Marino. E lo hanno fatto rumorosamente, lunedì scorso, in una manifestazione davanti al Campidoglio. Manifestazione apolitica, sostengono come sempre i sindacati, ma risulta davvero difficile credergli, visto che in mezzo alle bombe carta e ai cori da stadio si sono visti anche non pochi saluti romani.

Scontro frontale
Fatto sta che la versione dei lavoratori è, appunto, che la responsabilità sia tutta del Comune. Che, «per raggiungere l'obiettivo del 60% di raccolta differenziata, ha puntato sul porta a porta, spostando 1600 dipendenti dallo spazzamento», sostiene Silvano Quintarelli, rappresentante Fiadel. E «il cui vero piano è quello di privatizzare l'azienda», rincara la dose Natale Di Cola, segretario generale di Roma e Lazio per la Fp Cgil. Il Comune, invece, dà tutta un'altra spiegazione, per bocca dell'altra Marino, ovvero Estella, l'assessora all'Ambiente. Ama non si tocca, anzi «stiamo preparando la delibera di affidamento del servizio per altri 15 anni». Quanto ai privati, che dovrebbero presto subentrare nello spazzamento di due municipi, si limiteranno ad affiancarsi per aiutare a migliorare il servizio. Ma gli organici dell'azienda sono destinati comunque ad aumentare, notizia che semmai dovrebbe rassicurare le associazioni di categoria.

Sciopero inutile
Chi ha ragione? Vederci chiaro nella polvere sollevata dal solito scaricabarile all'italiana è davvero complicato. Nel dubbio, però, i sindacati hanno reagito come sempre fanno: annunciando uno sciopero generale per il prossimo 28 settembre. E qui, i lavoratori ci consentiranno, ci viene in mente tutt'altra domanda: agli spazzini interessa davvero la pulizia di Roma o forse anche loro sono più attenti a farsi i propri, di interessi (non molto diversamente dai colleghi macchinisti dell'Atac)? Perché incrociare le braccia per l'ennesima volta non farà altro che creare nuovi disagi sempre a carico di noi cittadini, e peggiorerà naturalmente l'igiene delle stesse strade che ospiteranno di qui a poche settimane un Giubileo. Senza fare nemmeno un passo avanti verso la soluzione del problema. Nessuno discute il diritto costituzionale di sciopero, ma tocca ripeterlo una volta di più: i servizi a Roma, così come sono, non funzionano, e i sindacati e i lavoratori dovrebbero prenderne atto assumendosi la propria parte di responsabilità. Ovvero, collaborare con chi cerca di cambiare le cose in meglio, invece di sparare le bombe carta non appena si paventa la minima ipotesi di rinnovamento. Così farebbero davvero il bene dei cittadini romani. E pure il loro.

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