29 agosto 2025
Aggiornato 09:30
Si attende la risposta di Gabrielli

Codacons: «Nuovo sciopero? Oltre al danno, anche la beffa»

Il garante per gli scioperi chiede al prefetto Gabrielli di precettare i lavoratori Atac in vista dello sciopero del prossimo 27 luglio. l Codacons, intanto, chiede che i lavoratori che aderiranno allo sciopero siano licenziati in tronco

ROMA (askanews) - L'autorità di garanzia per gli scioperi ha chiesto al prefetto di Roma, Franco Gabrielli, di precettare i lavoratori dell'Atac in vista dello sciopero del trasporto pubblico locale proclamato a Roma e nel Lazio da diverse sigle sindacali per il prossimo 27 luglio. Secondo l'Autorità «le predette astensioni sopraggiungerebbero a seguito di un periodo caratterizzato da ritardi, riduzioni di corse e disservizi verificatisi a partire dalla giornata del 1 luglio 2015».

Codacons: oltre al danno, la beffa
L'ennesimo sciopero quindi determinerebbe «la reale possibilità di un ulteriore pregiudizio grave e imminente alla tutela della libertà di circolazione degli utenti del trasporto pubblico locale del Comune di Roma Capitale, già fortemente provati dal cattivo funzionamento del servizio e dalle disfunzioni sopra richiamate». Il garante ha quindi invitato il prefetto a valutare la sussistenza delle condizioni per l'adozione di un provvedimento. Il Codacons, intanto, chiede che i lavoratori che aderiranno allo sciopero siano licenziati in tronco. «Il nuovo sciopero indetto per il 27 luglio rappresenta la chiara volontà di danneggiare gli utenti del trasporto pubblico, e configura oltre al danno la beffa - spiega Carlo Rienzi - La protesta, infatti, è stata indetta nonostante il servizio, specie sulle linee della metro, prosegua da numerosi giorni tra disservizi enormi, rallentamenti e corse a singhiozzo che stanno causando disagi illeciti ai cittadini».

Licenziamento in tronco degli aderenti
«Ma il prossimo sciopero appare anche incostituzionale - spiega Rienzi - perché, arrivando dopo una serie prolungata di agitazioni sindacali, limita la libertà di circolazione dei cittadini violando l'articolo 16 della Costituzione secondo cui 'ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale». Per tale motivo, «se non sarà annullata la protesta, chiederemo agli organi competenti il licenziamento dei lavoratori che aderiranno allo sciopero».