16 gennaio 2021
Aggiornato 18:00
Dopo le rivolte di Quinto e Casale San Nicola

«Per questo paese l'unica cura si chiama Lega Nord»

Salvini e compagni chiedono a Matteo Renzi di venire a riferire in Parlamento sui segnali di esasperazione che emergono da più parti d'Italia

ROMA – Le rivolte di Quinto e Casale San Nicola rischiano di essere i primi focolai di una lunga serie. In molte città del paese infatti gli abitanti sono sull’orlo di una crisi di nervi, esasperati dallo «Stato scafista», che sembra aiutare i clandestini dimenticandosi dei suoi cittadini.

Salvini: Siamo la barzelletta del mondo
«Siamo la barzelletta del mondo!» esordisce il leader della Lega Nord, Matto Salvini, sul suo profilo facebook. Il riferimento è all’accusa di «Stato scafista» con cui il governo italiano è stato bollato da un articolo pubblicato recentemente su AffariItaliani.it. La provocazione sottolinea l’incapacità del nostro governo di gestire l’emergenza sbarchi, tanto da essere accusato dal responsabile Sicurezza e Immigrazione del Carroccio di voler distruggere la società attraverso un’invasione programmata. Sia che si creda o meno a questa teoria del complotto, non si può negare l’evidente esasperazione di molti cittadini italiani, e il rischio che si inneschino focolai di guerriglia urbana. «Il vero razzismo è quello contro la nostra gente»,  posta ancora Salvini sui social e chiede ai prefetti «invece di rompere le palle ai sindaci e ai cittadini (italiani e immigrati regolari) che protestano», di far bene il loro lavoro.

Fedriga: Renzi riferisca in Parlamento
In seguito agli eventi degli ultimi giorni, la Lega Nord chiede inoltre al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, di riferire in Aula in merito ai segnali di rivolta che stanno arrivando da diversi territori del Belpaese. Il portavoce della suddetta richiesta del partito è il capogruppo della Lega Nord alla Camera, Massimiliano Fedriga: «Siamo di fronte a uno Stato centralista, che utilizza la forza per imporre l’invasione delle città e delle regioni. Vogliamo subito le dimissioni dei responsabili di questo scempio che sta avvenendo da Nord a Sud». Anche il capogruppo al Senato della Lega, Gian Marco Centinaio, dice la sua sulle rivolte anti-immigrati dei giorni scorsi: «Il Paese sta morendo d’immigrazione. Le città sono sature di clandestini, la misura è colma. Le rivolte di Quinto e Casale San Nicola sono il segno del fallimento del governo, che, a suon di immigrazione forzata, ha prodotto solo rischi e pericoli».

Tosato: L’unica cura si chiama Lega Nord
Il senatore leghista Paolo Tosato ha pubblicato invece un comunicato sul sito ufficiale del partito. «C’è esasperazione, il Paese non ne può più e si sta legittimamente ribellando. Basta chinare il capo. Governatori come Zaia dimostrano che alzare la testa si può. Le politiche di invasione di Renzi e Alfano sono pericolose e stanno avendo conseguenze drammatiche. Dopo lo sfacelo della sinistra, l’unica cura si chiama Lega: stop immigrazione, azzeramento dei flussi e più sicurezza». Mentre l'europarlamentare Lorenzo Fontana è intervenuto venerdì scorso ad Agora', ed ha chiesto la rimozione del Prefetto di Treviso: «Dovrebbe tutelare l'ordine pubblico – ha detto durante la diretta - e invece da un giorno all'altro, senza avvertire sindaco e residenti, ha messo piu' di cento clandestini nelle palazzine esasperando gli stessi condomini». Di sicuro non è questo il modo di affrontare l’emergenza immigrazione.