29 novembre 2021
Aggiornato 10:00
FdI contro riforma della scuola

Buona Scuola, Meloni: ddl crea nepotismo e precari di serie A e B

Con 316 sì e 137 no, la Camera dei Deputati ha dato il via libera al disegno di legge, ora atteso a Palazzo Madama. Per Fratelli d'Italia quella di Matteo Renzi e Stefania Giannini è una «pessima riforma»

ROMA - Quella approvata mercoledì scorso dalla Camera è «una pessima riforma della scuola, che non solo non risolve le vere emergenze ma introduce anche norme vergognose». Così il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, commenta il lavoro del governo in materia di Istruzione. Con 316 sì e 137 no, la Camera dei Deputati ha dato il via libera al disegno di legge, ora atteso a Palazzo Madama.

Libertà d'insegnamento violata
Giorgia Meloni analizza e boccia in toto il ddl con cui il premier Renzi e il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini propongono di migliorare il sistema scolastico, soffermandosi nel suo commento sui nodi cruciali della riforma: «Con la chiamata diretta dei docenti, ad esempio, – spiega il presidente di Fratelli d'Italia – l’Esecutivo porta nella scuola il nepotismo e la lottizzazione che hanno già distrutto l’università e viola la libertà di insegnamento sancita dalla Costituzione, perché attribuisce ad un preside il potere di licenziare dopo 3 anni un insegnante di cui magari non condivide le idee».

Precari di serie A e di serie B
La leader di FdI continua la sua analisi inveendo contro la scarsa attenzione prestata dal governo nei confronti dei precari. Secondo Meloni, infatti, uno degli aspetti peggiori della riforma è quello relativo alla «stabilizzazione dei docenti»: il governo «crea una inaccettabile distinzione tra precari di serie A e serie B: Renzi decide di non garantire a tutti gli abilitati il diritto di accedere alla stabilizzazione, cacciando malamente dalla scuola chi per anni l’ha mandata avanti, ha seguito tutte le indicazioni dello Stato e si è pagata i corsi obbligatori imposti dal Ministero a causa del blocco dei concorsi».

Zero assoluto sull'edilizia scolastica
Tra le difficoltà maggiori della scuola italiana emerge sicuramente il problema dell'edilizia scolastica. Giorgia Meloni punta il dito contro l'inefficienza totale del ddl Renzi-Giannini in questo ambito e afferma: «Zero assoluto sull’edilizia scolastica, che era la vera priorità da affrontare: Renzi promette gli stessi soldi già annunciati l’anno scorso e si comporta come Veltroni, che da sindaco di Roma inaugurava lo stesso parco 3 volte. Fratelli d’Italia continuerà a battersi contro questa riforma ignobile e ad essere al fianco delle categorie della scuola, che sono scese in piazza e stanno combattendo per cambiarla».

Verso la precarizzazione della professione
Ad esprimersi sulla Buona Scuola di Matteo Renzi è anche la responsabile Scuola di Fratelli d'Italia, Laura Marsilio, che, in un'intervista rilasciata a Blastingnews.com, analizza la riforma per sottolinearne i diversi punti critici. Il nodo del precariato preme particolarmente Laura Marsilio che afferma: «In passato l’utilizzo di docenti su posti privi di titolare ha portato alla sentenza della Corte europea che ha stabilito lo sfruttamento continuativo dei precari e che tali lavoratori vanno assunti, non licenziati. Ora i docenti sono iscritti in graduatorie provinciali che verrebbero abolite per andare a creare albi regionali per i neoassunti. Gli incarichi, assegnati su base più ampia regionale e non provinciale, non si concretizzerebbero in una sede scolastica definitiva bensì il Dirigente scolastico effettuerebbe chiamate dirette con contratti triennali anche non rinnovabili. Ci sarà così la precarizzazione della professione!».

I «contentini per gli abilitati»
In merito alle assunzioni, dalle quali secondo il ddl sono stati estromessi i docenti iscritti nelle graduatorie di merito e i docenti abilitati all’insegnamento, «c’è da dire che i «contentini per gli abilitati» – così vengono definiti dai docenti di seconda fascia d’istituto gli emendamenti presentati dal Pd – come l’esonero dalla preselezione al concorso, vengono semplicemente considerati offensivi». L'unico concorso accettabile, secondo Marsilio, sarebbe quello «per soli titoli proposto da FDI. Giorgia Meloni è stata la prima leader ad aver ascoltato la voce dei precari abilitati e in via di abilitazione seguita dal capogruppo Rampelli che ha presentato gli emendamenti a nome di tutto il gruppo in Commissione Istruzione».

Il merito e il preside-sceriffo
A proposito della questione spinosa del «preside-sceriffo» e della questione del merito, la responsabile scuola di FdI sostiene che «i dirigenti hanno già tante competenze e oneri non hanno bisogno di un nuovo compito gravoso come quello delle assunzioni. Inoltre, lasciare al dirigente la discrezionalità di premiare alcuni docenti, è una modalità che lede la dignità degli stessi. Alla scuola serve organico aggiuntivo specificato per scuola, interventi sull’edilizia scolastica, implementazione dei laboratori e non questa ennesima riforma».