22 febbraio 2020
Aggiornato 16:00
Il ritorno del Cavaliere

Berlusconi: «Renzi sta creando una dittatura»

"No al Nazareno", "governo ha fallito su tutto", "Renzi ha bulimia di potere", "situazione Libia". Un foglietto, con gli appunti per il suo intervento riassunti per capitoletti: Silvio Berlusconi torna così a incontrare (separatamente) deputati e senatori di Forza Italia per cercare di mettere ordine nel marasma azzurro.

Roma (askanews) - «No al Nazareno», «governo ha fallito su tutto», «Renzi ha bulimia di potere», «situazione Libia». Un foglietto, con gli appunti per il suo intervento riassunti per capitoletti: Silvio Berlusconi torna così a incontrare (separatamente) deputati e senatori di Forza Italia per cercare di mettere ordine nel marasma azzurro. Un tentativo che risulta vano sin dall'inizio visto che il manipolo dei Ricostruttori decide di disertare in massa l'incontro. «Non ci sono le condizioni per un dibattito di verità», spiega in una nota Raffaele Fitto.

Renzi sta creando una piccola dittatura
Un'assenza di cui difficilmente l'ex premier si sarà dispiaciuto visto lo stato dei rapporti ormai irrecuperabili con l'eurodeputato pugliese. Per il resto, il leader si sforza di rianimare le truppe anche se alla fine, a detta degli stessi partecipanti, le due riunioni rischiano di trasformarsi nella noiosa ripetizione del solito copione. Il Cavaliere boccia l'Italicum perché - dice - non si può consentire a Renzi di prendere «il potere totale con il 30%» mentre con la soglia del 3% le opposizioni «si polverizzano». Un messaggio ai verdiniani e quanti alla vigilia del voto alla Camera sulla legge elettorale sembrano orientati a valutare il soccorso al premier. «Verdini sa bene - dice alla presenza del senatore toscano - che il Nazareno era molto diverso da come è ora». Insomma, Berlusconi cerca di fugare ogni dubbio di un suo ritorno di fiamma con il segretario Pd, sul quale pure continuano a premere i vertici delle aziende. «Renzi - aggiunge piuttosto - è malato di bulimia di potere» e con le sue riforme sta creando «una piccola dittatura».

Sono un obiettivo dell'Isis
Ovviamente il Cavaliere sa bene che dentro i gruppi c'è fermento e che le voci di scissioni si fanno sempre più insistenti e, infatti, immancabile arriva la rassicurazione: io ci sono, Forza Italia diventerà un partito Repubblicano sul modello americano, servono volti nuovi ma io non «getto a mare nessuno». Inutile dire che si tratta di affermazioni che non bastano a tranquillizzare: il sentore che il leader si sia ormai distaccato dalla sua creatura e punti a stravolgerla subito dopo le Regionali continua a tenere in allarme la vecchia classe dirigente. Anche Berlusconi dice di essere in allarme, ma per altri motivi. Nel suo intervento si concentra molto sulla situazione internazionale, tantissimo su come si dovrebbe intervenire in Libia. Disegna anche il profilo del perfetto 'mediatore', un uomo di esperienza che non appaia come divisivo: insomma se stesso. Ma c'è di più. Davanti ai parlamentari spiega che la sua presenza nella campagna elettorale per le Regionali dovrà limitarsi a comizi al chiuso o a presenze in tv: «Temo che qualcuno possa attentare alla mia vita». Non è la prima volta che lo dice, anzi. Dalla statuetta in poi gli eventi outdoor si sono notevolmente ridotti. Ma questa volta il Cavaliere parla di una minaccia che pare non essere generica. «Sono in cima agli obiettivi dell'Isis», confessa.