24 agosto 2019
Aggiornato 04:00
Parlamento Donna

Fondi destinati a bimbi e anziani riassegnati per gli sgravi contributivi

E' la storia della coperta:a voler tirare da un lato, se ne lascia scoperto un altro. Anna Maria Carloni (Pd) denuncia come parte dei fondi Ue originariamente destinati alla cura dell'infanzia e di anziani non autosufficienti siano stati decurtati e riassegnati per gli sgravi contributivi in legge di stabilità.

ROMA - Il programma servizi di cura all'infanzia e agli anziani non autosufficienti, che è parte integrante del piano d'azione per la coesione (PAC) ed è finanziato con fondi dell'Unione europea per un totale di 730 milioni di euro, ha l'obiettivo di favorire la coesione tra le regioni dell'Unione europea riducendo le disparità esistenti. Tale programma è stato prorogato al 2017. con risorse stanziate su 4 regioni. Eppure, sembra che la cifra sia destinata ad essere ridimensionata: se ne è occupata la deputata Pd Anna Maria Carloni.

730 milioni di euro a 4 regioni del Sud
Le risorse stanziate sono destinate alle 4 regioni ricomprese nell'obiettivo europeo «Convergenza»: Calabria, Campania, Puglia, Sicilia. L'obiettivo, fa sapere la deputata, «è quello di potenziare, nei territori ricompresi nelle 4 regioni, l'offerta dei servizi all'infanzia (0-3 anni) e agli anziani non autosufficienti (over 65), riducendo l'attuale divario di offerta rispetto al resto del Paese». 400 milioni serviranno per i servizi di cura all'infanzia e 330 agli anziani non autosufficienti; la valutazione dei risultati del primo riparto vede un importo totale finanziato pari a 244 milioni di euro.

Parte delle risorse riassegnate agli sgravi contributivi
Rimane pertanto a disposizione il 98 per cento delle risorse per servizi di cura. «Si tratta di servizi diversificati e calibrati in ragione delle diverse regolamentazioni e esigenze territoriali delle quattro regioni obiettivo convergenza», spiega la Carloni. Dopo diversi decreti che hanno fissato le modalità di presentazione dei Piani di intervento e che hanno promosso il monitoraggio dei fabbisogni standard e dei servizi offerti, però, è intervenuta la legge di stabilità, che ha assegnato «al finanziamento degli sgravi contributivi per assunzioni indeterminato l'importo complessivo di 3,5 miliardi di euro a valere sulle risorse già destinate ad interventi piano d'azione per la coesione, che non risultavano ancora impegnate alla data del 30 settembre 2014».

Decurtazione da 102 milioni di euro
Non solo: «recentemente, anche con riguardo al Programma nazionale per i servizi di cura all'infanzia e agli anziani non autosufficienti, è stato deciso di riprogrammare parte delle risorse riferite alle annualità 2015 con una decurtazione di euro 102.363.980 e una nuova dotazione del programma ridotta a complessivi 627.636.020 euro». Pertanto, la deputata chiede «quali iniziative il Ministro intenda intraprendere per contrastare la riprogrammazione di tali stanziamenti e per reintegrare le somme precedentemente definite, considerato lo stato decisamente avanzato dei riparti di questo Programma che è parte integrante del piano d'azione per la coesione»; e «se il Ministro intenda rendere permanenti le dotazioni a valere sul programma piano d'azione per la coesione servizi di cura all'infanzia». D'altronde, si sa, è la storia della coperta: per tirarla da un lato - in questo caso le nuove assunzioni - se ne lascerà scoperto sempre un altro. Peccato che sia a discapito di bambini e anziani non autosufficienti.