20 ottobre 2019
Aggiornato 02:00
Sabato la manifestazione di Fdi contro il terrorismo

Donzelli: stop agli sbarchi, via all'intervento armato

Una fiaccolata contro il terrorismo e a favore dell'intervento armato. Questo, l'evento promosso da Fdi, che si terrà sabato a Firenze e in altre città tra venerdì e domenica. Secondo il coordinatore toscano del partito Donzelli, la priorità è la difesa dell'Italia, e la messa in sicurezza delle coste libiche. Dunque, stop agli sbarchi, e sì all'intervento armato in contesto internazionale.

ROMA – Fratelli d’Italia in piazza contro il terrorismo. Una fiaccolata che si terrà sabato 21 febbraio, alle ore 19 nella splendida cornice di Piazza San Lorenzo a Firenze, proprio davanti alla Basilica. L’obiettivo è che il Governo si renda conto dell’emergenza in corso, e si decida a chiudere le frontiere agli immigrati africani e mediorientali, tra cui si paventano possibili infiltrazioni terroristiche. Il candidato governatore della Toscana Giovanni Donzelli, capogruppo e coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, è risoluto:  «Innanzitutto, da noi arriva la richiesta di uno stop agli sbarchi», dichiara al DiariodelWeb.it, «di un maggior controllo delle coste e di una risoluta deliberazione su chi parte e chi non parte. Già gli immigrati sono troppi», dichiara l’esponente di Fdi; «se poi devono venire nuovi immigrati, dovremmo essere noi a selezionarli: altrimenti, ci mettiamo in casa dei terroristi».

DONZELLI: METTIAMO IN SICUREZZA LE COSTE LIBICHE. ANCHE CON LE ARMI - In più, prosegue Donzelli, «con questi sbarchi l’Isis si arricchisce, perché ciascuna delle persone che salgono su quei balconi paga cifre non indifferenti. Non vogliamo aiutare l’Isis né ad arricchirsi, né a portare terroristi in casa nostra. Quindi», prosegue il capogruppo toscano di Fdi, «chiediamo di fermare immediatamente gli sbarchi, e al tempo stesso interporre la forza internazionale sulle coste nordafricane, anche per fermare gli sbarchi ed evitare che l’Isis usi i disperati che scappano per mescolarci insieme i terroristi e mettere a rischio la nostra Italia», afferma. D’altronde, il terrore si moltiplica ogni giorno di più a poco circa 200 km dalla costa italiana, in una Libia in preda al caos e ai combattimenti. Donzelli, al riguardo, non ha dubbi: «La priorità di Fratelli d’Italia è difendere gli italiani. E questo lo si può fare solo mettendo in sicurezza le coste libiche». Una missione che, con la diplomazia, è difficile da perseguire, ammette Donzelli: «bisogna andare con una forza internazionale, mi auguro l’ONU, a riprendere possesso delle coste del Nord Africa. Riprese le coste, si può fare diplomazia per l’interno, ma per le coste serve un intervento d’emergenza. Se sono vere le voci secondo cui l’Isis starebbe preparando la partenza di 200.000 persone verso l’Italia, per noi è un vero disastro», afferma Donzelli. Che non usa mezzi termini: «Intervenire, anche con la forza».

RENZI, ALFANO, MOGHERINI DEL TUTTO INADEGUATI - D’altronde, l’esponente toscano di Fdi è estremamente critico nei confronti delle misure stanziate dal governo per far fronte all’allarme terrorismo. «Questo», dichiara infatti, «è un governo fallimentare sotto ogni punto di vista. Fallimentare perché continua a permettere questi sbarchi, con le persone perbene che muoiono o rischiano di morire per venire in Italia. D’altronde, proprio ieri ho partecipato a Roma a un incontro organizzato dal Sap, Sindacato Autonomo della Polizia, in cui si parlava di un progetto utile a formare gli uomini e ad avere un piano anti-terrorismo adeguato, per cui servirebbero 20 milioni che il governo non stanzia. Nella cornice internazionale 20 milioni sono una miseria. Oggettivamente», prosegue il candidato alle Regionali in Toscana, «è un governo inadeguato: inadeguati sono sia il premier Renzi, sia il Ministro dell’Interno Alfano, sia, ancora di più, la signorina che abbiamo messo a fare il Ministro degli Esteri europeo e di cui si è persa ogni traccia. E che, in questa vicenda, dovrebbe invece essere in prima fila», conclude. Le parole di Donzelli, insomma, non lasciano spazio a dubbi: stop agli sbarchi, sì alla messa in sicurezza delle coste nordafricane attraverso l’intervento armato, preferibilmente in un contesto internazionale. Una posizione che stona con le parole di ieri di Gentiloni e con la posizione europea per ora ufficiale, che sembrerebbe preferire ancora la risoluzione diplomatica della crisi. Una posizione che sarà incarnata con passione da chi, sabato, scenderà in piazza.

APPUNTAMENTO IN MOLTE CITTÀ ITALIANE - L’iniziativa di Fratelli d’Italia non avrà luogo soltanto a Firenze. Tra le giornate di venerdì e domenica, infatti, l’appuntamento contro il terrorismo e a favore dell’intervento è rinnovato in molte città italiane: da Roma a Milano, da Ferrara a Siracusa. Tra i commenti più negativi, quello della consigliera comunale del Pd ferrarese Giulia Bertelli, che ha scritto sulla propria pagina facebook: «La prima manifestazione di piazza a cui partecipai fu alle superiori, era un corteo contro gli interventi militari italiani (non ricordo in quale conflitto). Chiesi agli organizzatori che senso aveva fare una manifestazione contro una guerra dall’altra parte del mare a Ferrara. Mi spiegarono che la manifestazione è la forma più grande di dissenso che una minoranza può mettere in campo per cambiare le cose. Oggi scopro che è stata organizzata a Ferrara una manifestazione a favore della guerra. Evidentemente anni di manifestazioni pacifiste qualcosina hanno cambiato nella nostra mentalità». In ogni caso, quello contro il terrorismo precederà di pochi giorni un altro evento importante firmato Fratelli d’Italia: questa volta, con l’appoggio della Lega, il 28 febbraio a Roma si protesterà contro il premier Renzi, che i leader Salvini e Meloni sono decisi a voler mandare a casa. E chissà che, impegnandosi laboriosamente sulla strada di una fruttuosa collaborazione, non ci riescano davvero. Conquistando molti consensi, forse, proprio a partire da quella sempre maggiore ondata di paura per il terrorismo internazionale.