18 settembre 2019
Aggiornato 01:30

Gasparri: allungare la prescrizione non serve

Dopo che il Ministro della Giustizia Andrea Orlando ha annunciato, per domani, il testo di riforma del processo pensale, Maurizio Gasparri ha dichiarato di auspicare una norma che accorci i tempi dei processi. Intanto, Orlando respinge le accuse di lentezza sulle riforme in materia di giustizia: «Abbiamo già introdotto l'autoriciclaggio», ricorda

ROMA - «Non vorrei una norma che allunghi i tempi dei processi in Italia. Questo porterebbe ad un allentamento dell'attenzione mediatica e la volontà di colpire i reati. Credo sia meglio garantire una maggiore rapidità». Lo ha detto Maurizio Gasparri, Fi, vicepresidente del Senato, stamattina a «Omnibus», su La7. "Auspico una norma che obblighi a celebrare i processi entro un certo termine», ha aggiunto.

ORLANDO: DOMANI TESTO CHE RIFORMA IL PROCESSO PENALE - Le dichiarazioni di Gasparri arrivano dopo che il ministro della Giustizia Andrea Orlando (Pd) ha rilanciato l'impegno del Governo sulle sanzioni per i corrotti e il crimine organizzato: «Domani - ha annunciato in una intervista a Repubblica - il consiglio dei ministri licenzierà il testo che cambia tutto il processo penale, prescrizione compresa, ferma al primo grado, con tempi bloccati in appello e in Cassazione».

NESSUN RITARDO DEL GOVERNO SULLA GIUSTIZIA - L'esponente democratico ha negato il ritardo sulle questioni della giustizia: all'intervistatrice che gli ha ricordato che gli Renzi aveva promesso di riformare il settore entro giugno sostenendo che invece i provvedimenti sono ancora «a caro amico», ha risposto: «La prima data riguarda le proposte, ma i provvedimenti sono stati licenziati a fine agosto. E poi, francamente, non definirei 'caro amico' aver introdotto uno strumento importantissimo come l'autoriciclaggio che è già legge dello Stato»Nel merito, il guardasigilli ha ricordato che in materia di confische "abbiamo introdotto norme per accelerare anche quelle legate all'associazione mafiosa. In ogni caso la norma è studiata per tener conto della specificità dei patrimoni accumulati dai corrotti. Ridare indietro i soldi rubati sarà la condizione senza cui non si potranno avere sconti di pena. Sarà una pena aggiuntiva di forte deterrenza. Come abbiamo visto per i mafiosi, aggredire il patrimonio spesso spaventa più del carcere».