22 aprile 2021
Aggiornato 02:30
L'interrogazione presentata da Dorina Bianchi (Ncd)

Internet point o bische? Gli affari d'oro dei centri di scommesse clandestini

Sembrano Internet Point, ma sono centri di scommesse collegati a network esteri, con sede in paradisi fiscali o in zone franche dell'Unione europea. Naturalmente, sprovvisti della concessione dei Monopoli di Stato. La deputata Ncd Dorina Bianchi smaschera un autentico buco nero nell'erario italiano, che conterebbe anche sulle infiltrazioni della criminalità organizzata

ROMA - Un vero e proprio network di «centri trasmissione dati», 6000 classici internet point, che, dietro a questa generica dizione, nascondono punti di scommesse collegati a reti estere, sprovvisti della concessione dei Monopoli di Stato. Questo, lo scottante tema dell'interrogazione parlamentare presentata ieri alla Camera da Dorina Bianchi (Ncd). Scottante, soprattutto se pensiamo che tali punti di scommesse sono «in grado di raggiungere la somma di due miliardi di euro, esentasse e totalmente al di fuori dal circuito economico italiano»:  insomma, si tratterebbe di una vera e propria fuga di capitali all'estero, un autentico buco nero nell'erario del nostro Paese.

I TITOLARI DEI CENTRI DI SCOMMESSA RISIEDONO IN PARADISI FISCALI - Di quei centri di scommesse incriminati, fa sapere l'interrogante, la Guardia di Finanza «è riuscita a chiuderne quasi duemila, ma, causa la facilità di aprire punti di scommessa attraverso un computer collegato ad internet, giungere ad una totale chiusura di essi diventa un'impresa a dir poco impossibile». Il problema, inoltre, sarebbe anche normativo, poichè,«stando ai proprietari di questi centri raccolta, il concetto giuridico di «monopolio di Stato» e dunque di attività economica in concessione si pone in conflitto con la normativa comunitaria, mentre quanti sostengono che vi debba essere un controllo diretto dello Stato affermano inoltre che ogni Paese membro possa regolarsi, su queste materie, secondo le proprie norme». E i titolare di tali punti di scommessa, «hanno la loro residenza nel Regno Unito, negli Stati Uniti d'America, in paradisi fiscali fuori dai confini dell'Unione europea, a Malta oppure in zone franche dell'Unione europea come Lussemburgo»

ACCERTATE LE INFILTRAZIONI DELLA CRIMINALITA' ORGANIZZATA - I numeri, poi, non mentono: «dal 2012, i gestori dei centri autorizzati hanno proceduto a mappare la rete non in regola, arrivando così a censire 4.000 punti scommesse, contro i 6.000 punti autorizzati: oggi, i punti di scommesse clandestini hanno di gran lunga superato il numero del network legale". Un vero e proprio business in ascesa, dunque, anche visto che tale settore, come dichiarato dal Comandante della Guardia di Finanza Saverio Capolupo, è «ormai fortemente infiltrato dalla criminalità organizzata», e dunque in grado di riciclare capitali illeciti con estrema facilità. Secondo la deputata Ncd, dunque, le Fiamme gialle dovrebbero rendersi protagoniste di un vero e proprio monitoraggio dei movimenti di denaro sospetti, attraverso «il controllo delle banche dati», visto che i giocatori "per potersi collegare con i casinò fuori confine devono usare strumenti di pagamento elettronici». Insomma, «basterebbe monitorare questi flussi di denaro o gli investimenti di chi ne beneficia per poter individuare i gestori clandestini». Eppure, gli ostacoli da affrontare sono tanti: in primis, l'inefficienza del sistema integrato delle banche dati, ancora incompleto, come ammesso dallo stesso Comandante Capolupo.

UNA VERA FUGA DI CAPITALI ALL'ESTERO - Per questo, Dorina Bianchi chiede al Ministero dell'Economia e delle Finanze se sia a conoscenza della situazione, e che cosa intenda fare per «risalire con certezza ai titolari di movimenti di denaro provenienti dai punti di scommessa clandestini che rappresentano un danno all'erario italiano ed una fuga di capitali all'estero, ad oggi, inarrestabile». E tappare, una volta per tutte, quel pauroso buco nero nel fisco italiano, che, proprio in virtù della mancanza di controlli efficaci, rischia di crescere a livello esponenziale.