17 luglio 2019
Aggiornato 06:30
Passa in commissione il divorzio breve

Faremo prima a dirci addio

Zanoni: buona notizia, ora si può licenziare testo per l'Aula. Il decreto legge introduce numerose novità, dalla negoziazione assistita da avvocato, al ruolo del sindaco per le coppie senza figli a carico

ROMA - «Il divorzio breve fa un altro passo in avanti. La commissione Bilancio ha infatti espresso parere favorevole al provvedimento con poche osservazioni sugli emendamenti. E' una buona notizia poiché il parere della commissione era atteso proprio per licenziare il testo per l'aula». Lo dichiara la senatrice del Pd Magda Zanoni, relatrice del provvedimento in commissione Bilancio al Senato.

NEGOZIAZIONE ASSISTITA IN SEI MESI E SENZA GIUDICE - Il decreto legge di riforma (Dl 132/2014) introduce la «negoziazione assistita da un avvocato». Moglie e marito che intendono separarsi, divorziare o anche cambiare le condizioni di separazione o divorzio già fissate dal giudice possono rivolgersi a un avvocato per raggiungere una soluzione consensuale per chiudere il matrimonio. Non sarà più necessario passare dal giudice, che finora era tenuto a verificare l'irreversibilità della crisi coniugale e la sussistenza dei presupposti richiesti dalla legge. Il legale dovrà mettere per iscritto l'accordo raggiunto, farlo sottoscrivere alle parti e autenticare le firme. Poi, entro dieci giorni - pena una sanzione da 5mila a 50mila euro - dovrà trasmettere una copia autenticata dell'accordo, con le certificazioni necessarie, all'ufficiale di stato civile del Comune in cui il matrimonio è stato iscritto o trascritto. La negoziazione assistita non si applica nelle ipotesi in cui i coniugi siano genitori di figli minori, maggiorenni non ancora economicamente autosufficienti o portatori di handicap grave. In questi casi, per tutelare i figli, continua a essere necessario l'intervento del giudice. È inoltre indispensabile che i coniugi decidano consensualmente di separarsi o divorziare. Per avviare l'iter di divorzio, inoltre, è necessario che le coppie siano in stato di separazione.

PER LE COPPIE SENZA FIGLI A CARICO BASTERA' IL SINDACO - Le coppie decise a dirsi addio – purché si tratti di separazione o divorzio consensuale – senza figli a carico e in cui non ci sono trasferimenti patrimoniali, possono presentarsi davanti al sindaco per porre fine al matrimonio. Il primo cittadino, ufficiale di stato civile, assegna un tempo di trenta giorni agli sposi per riflettere sulla scelta: se un mese dopo non si ripresentano, l’accordo salta. Altrimenti è fatto, saltando tribunali e attese di udienze che, assicurano vari parlamentari avvocati, può essere anche di mesi.  ​

ANCHE BERGOGLIO CHIEDE UNA SACRA ROTA PIU' VELOCE E GRATUITA - Nel discorso rivolto ai partecipanti al corso di prassi canonica promosso dal Tribunale della Rota Romana, il Pontefice, in riferimento al «divorzio cattolico», ha avanzato l'ipotesi di abbattere le spese, e ha chiesto che non ci siano affari economici intorno alle sentenze. Mentre il dibattito in Parlamento sul divorzio breve ha dato il prima via libera, il Pontefice accelera su quello ecclesiale. Rinunciando anche agli introiti che derivano dalle cause. ​

1200 PERSONE IN SCIOPERO DELLA FAME - Dalla mezzanotte di ieri, quasi 1200 persone, grazie al passaparola sui social network, hanno aderito allo sciopero della fame indetto dalla Lega Italiana sul Divorzio Breve. L'intento è quello di far sentire la propria voce a un Palazzo da troppo tempo sordo su questo tema. La sfida è ufficialmente aperta.