23 ottobre 2020
Aggiornato 23:00
Il presidente della Lombardia contro i tagli alle Regioni

L. stabilità, Maroni: si distingua da Regione a Regione

«Lombardia regione iper-virtuosa»: così il numero uno del Pirellone, che chiede al premier di applicare i costi standard. In caso contrario, la Lombardia è pronta a reagire

MILANO - «Non sono per niente soddisfatto, ieri abbiamo avuto l'audizione alle Commissioni Bilancio del Parlamento, dove il presidente Chiamparino ha ribadito la linea delle Regioni: noi non siamo contro i tagli, ma bisogna distinguere da Regione a Regione». Così il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, ha ribadito le proprie criticità nei confronti della legge di Stabilità.

LOMBARDIA REGIONE IPER-VIRTUOSA - Secondo il numero uno del Pirellone, che ha parlato a margine dell'incontro di oggi con il presidente del Consiglio di Stato del Canton Ticino, la Lombardia «è una Regione iper-virtuosa», dove il costo per la sanità «è il più basso d'Italia». Perciò, è stato il suo ragionamento, «se si chiede di tagliare chi spreca bene. Se invece si chiede di tagliare alla Lombardia, che è la Regione che spende meno e che spende meglio, vuole dire far chiudere degli ospedali».

RENZI APPLICHI I COSTI STANDARD - Da Maroni un invito per il premier: «Mi aspetto - ha detto - che Matteo Renzi dia attuazione al suo impegno di applicare i costi standard. Se lo farà, bene, se non lo farà, le conseguenze ricadranno sui cittadini». E in questo caso «temo che saremo costretti a reagire. La Regione Lombardia è pronta a farlo come si conviene, anche attraverso forme di protesta fiscale. Non è giusto che le Regioni virtuose vengano penalizzate. Lunedì faremo un incontro con tutti i parlamentari lombardi per sensibilizzarli su questo tema. Spero - ha concluso - che, per una volta, si costituisca un fronte unito per una causa comune. Che non è quella del governatore, ma quella della Regione Lombardia e dei suoi cittadini».

GUIDESI: «SCRIVI "RENZI" LEGGI "TASSE"» - «Renzi continua a parlare di manovra espansiva. Abbiamo capito ciò che intende dire, espande le tasse in modo irrefrenabile. Con le clausole di salvaguardia inserite dal governo Renzi nel 2016 il rischio è quello di vedere piovere 25 miliardi di tasse in più. La pressione fiscale salirà al 43,6%. Il premier è una sciagura, se scrivi 'Renzi', leggi 'tasse'». Lo ha affermato in una dichiarazione Guido Guidesi, capogruppo della Lega in commissione Bilancio alla Camera.