23 gennaio 2022
Aggiornato 16:00
La Lega sposa le maniere forti

Salvini: «Manganelli sì, ma non sugli operai»

Il segretario del partito del Carroccio, Matteo Salvini, in occasione dell'avvio della campagna elettorale del candidato del centrodestra alla regionali in Emilia-Romagna, ha affermato: «I manganelli li userei su altri, non sugli operai». Salvini attacca ancora il governo Renzi sullo scontro romano tra polizia e operai e firma per le dimissioni del ministro dell'Interno, Angelino Alfano.

BOLOGNA - Il segretario del partito del Carroccio, Matteo Salvini, in occasione dell'avvio della campagna elettorale del candidato del centrodestra alla regionali in Emilia-Romagna, ha affermato: «I manganelli li userei su altri, non sugli operai»

LA FIRMA SULLE DIMISSIONI DI ALFANO - Il leader della Lega Nord ha ricordato, poi, di aver «firmato la richiesta di dimissioni del ministro Alfano sia alla Camera che al Senato». La firma arriva in seguito ai fatti del 29 ottobre che hanno visto a Roma uno scontro cruento tra la polizia e gli operai delle acciaierie di Terni. In quell'occasione anche il segretario della Fiom, Maurizio Landini, era rimasto coinvolto negli scontri. Matteo Salvini, criticando aspramente il Governo Renzi e la sua azione violenta ha affermato: «I manganelli li userei su altri non sugli operai»

A BOLOGNA, L'INVERSIONE DI TENDENZA - Continuano gli attacchi frotali al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e Matteo Salvini continua l'invettiva affermando che Renzi «non è l'imperatore», ma un «pallone gonfiato» che presto «si sgonfierà». E continua: «Da qui arriverà la spallata» al premier. «Non siamo qua a fare i comprimari o a fare delle comparse - ha detto Salvini nel suo intervento all'incontro di Bologna -. Sono convinto che il pallone gonfiato di Renzi tanto in fretta si è gonfiato tanto in fretta si sgonfierà. Proprio da Bologna arriverà un segnale di inversione di tendenza».

ESISTE UN'ALTERNATIVA A RENZI - Il leader del Carroccio ha continuato il suo intervento prendendosela con l'arroganza della sinistra di credere che l'Emilia-Romagna sia terra loro, terra rossa: «Questi hanno preso Emilia Romagna e Italia come cosa loro». Ma «Renzi non è l'imperatore, l'alternativa esiste. L'Italia può tornare a correre non con le ricette della sinistra». Il centrodestra «deve avere coraggio, coerenza e dignità. La Lega è a disposizione. Io mi metto a disposizione perché la maggioranza degli italiani vuole tornare a correre, a lavorare e a sperare».

LA LEGA IN CRESCITA - Sempre in occasione dell'intervento di Bologna, Matteo Salvini ha posto l'accento sulle controversie interne al Partito democratico. Nel Partito democratico «si prendono a manganellate in testa e si parla di dibattito interno»; mentre la Lega Nord è in crescita come dicono i sondaggi e «c'è abbondanza di uomini e di idee». Il segretario Matteo Salvini mette a tacere le polemiche interne al partito: «averne di rivali come Tosi»; per l'alternativa a Renzi chi fa il capo «è l'ultimo dei problemi». E continua, ancora, il segretario della Lega Nord: «I rivali ci sono in un partito che perde o vivacchia al 2/3%. In un partito che vuole tornare a superare il 10% e a essere l'alternativa a Renzi c'è posto per tutti. Averne di rivali come Tosi», ha spiegato Salvini, oggi a Bologna per presentare la candidatura di Alan Fabbri alla presidenza della Regione Emilia-Romagna. «La Lega secondo tutti i sondaggi cresce ed è quella che sta crescendo di più. C'è abbondanza di uomini e di idee - ha spiegato -. Ci sono quelli del Pd che si prendono a manganellate in testa ed è dibattito interno. Io sono felice e saremo noi l'alternativa a Renzi. Di questo sono stra-sicuro».