7 giugno 2020
Aggiornato 00:00
Il governatore denuncia l'intreccio fra contributi e politica

Crocetta: "Dieci anni di formazione, sprechi e favori"

Il Governatore della Regione Sicilia, Rosario Crocetta, si scaglia contro quel sistema siciliano fatto di clientelismo e sprechi e parla di "un sistema che ha visto quasi il triplicare dei dipendenti per arrivare ad assunzioni in pieno divieto di legge".

PALERMO - Il Governatore della Regione Sicilia, Rosario Crocetta, si scaglia contro il sistema siciliano fatto di clientelismo e sprechi e afferma che «La formazione professionale in Sicilia dal 2002 al 2012 è stata un'immensa 'tabella H', che ha coinvolto gran parte del sistema politico siciliano nel gioco parassitario delle spartizioni tra partiti e all'interno dei partiti, del numero di corsi e delle ore da assegnare, con vicende al limite del voto di scambio quando in prossimità di elezioni si aumentavano le ore di specifici enti che dovevano servire a portare voti a consiglieri comunali, provinciali e deputati regionali»

IL SISTEMA CORROTTO - Il Presidente continua con una forte invettiva nei confronti di un apparato che, nel totale disprezzo della legga, ha dato luogo ad un business altamente nocivo per la Regione: «Un sistema che ha visto quasi triplicare i dipendenti da 3000 a 8000 per arrivare ad assunzioni avvenute in pieno divieto di legge, anche in occasione delle recenti elezioni del 2013. Questo sistema ha visto incrementare sempre più il budget della formazione professionale, che in alcuni momenti è arrivato a 500 milioni di euro l'anno».

IL TAVOLO DI CONCERTAZIONE SCELLERATO - Ha continuato, il Governatore siciliano, osservando che tali scempiaggini devono essere denunciate proprio dalla politica, perché è proprio questa che nel tempo ha alimentato questo sistema marcio: «La politica abbia il coraggio di dire queste cose, sappia parlare dei tavoli in cui i capigruppo si vedevano con esponenti del governo per spartirsi i corsi, come avveniva esattamente con la tabella H; un tavolo di concertazione scellerato pagato dalla Regione e dal popolo siciliano, che ha ridotto sul lastrico quei lavoratori che oggi vengono incitati alla lotta contro le scelte del Governo. Trovo veramente singolare che la vicenda della formazione, che dovrebbe essere una sorta di processo di Norimberga a una parte della politica siciliana, possa essere capziosamente trasformata in un attacco all'unico assessore che dal '76 ha proposto una legge sulla formazione».

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