13 luglio 2020
Aggiornato 23:00
La campagna nazionale di Legambiente

Il 60% dei laghi italani è fuorilegge

Dopo oltre un mese di viaggio si è conclusa la nona edizione della Goletta dei Laghi. Su 101 campionamenti in 12 bacini italiani, in più della metà dei casi i valori batteriologici sono pericolosi per l'uomo

ROMA - Dopo oltre un mese di viaggio si è conclusa la nona edizione della Goletta dei Laghi, la campagna nazionale di Legambiente realizzata con il contributo del COOU (Consorzio Obbligatorio Oli Usati) e Novamont per la salvaguardia dei bacini lacustri italiani. Un patrimonio di biodiversità e una fonte di sviluppo sostenibile a cui la Goletta si è dedicata tramite il monitoraggio dello stato di salute delle acque, l'attenta valutazione della gestione del territorio, la promozione di azioni di valorizzazione degli ecosistemi lacustri e la denuncia delle criticità. Il risultato finale non è esaltante su 101 campionamenti in 12 bacini italiani, nel 60% sono fuori legge i valori batteriologici.

BANDIERA NERA ALLA SICILIA - Lungo l'itinerario la Goletta ha acceso i riflettori su molti dei problemi che minacciano i bacini lacustri e le acque interne: dalla cementificazione delle coste, di cui sono un triste esempio molti laghi settentrionali come l'Iseo e il Garda, ai paventati progetti impattanti frutto di una visione insostenibile del turismo, come la possibile realizzazione del comprensorio sciistico più grande del Sud Italia sui laghi Arvo e Cecita in Calabria. E ancora l'impatto delle attività agricole, come sul lago di Como, e quello delle attività industriali per i quali è necessario un monitoraggio costante, come deve accadere per il lago Pertusillo in Basilicata. Ad aggravare la situazione, il diffuso disinteresse degli enti preposti. Nel caso della Sicilia la mancata applicazione in oltre tredici anni delle norme a tutela delle acque interne è valsa alla Regione la consegna della Bandiera Nera.

IL LAGO COME OPPORTUNITA' - Ma sono stati molti anche gli elementi raccolti dalla campagna ambientalista per dimostrare come i laghi possano diventare modelli di gestione virtuosa dei territori, capaci di attirare turismo sostenibile grazie alle bellezze naturali. Una ricchezza testimoniata dalle numerosissime Zone a Protezione Speciale e Siti di Interesse Comunitario in cui sono inseriti. Veri e propri presidi ecologici, come per esempio i Pantani di Lentini e Gelsari in Sicilia, il lago di Vico nel Lazio, il lago di Porta in Toscana, i bacini della Sila in Calabria.

LAGHI MOTORI GREEN ECONOMY - «In questi anni la campagna ha saputo soddisfare la primaria esigenza di un monitoraggio puntuale della qualità delle acque ed è progressivamente cresciuta riuscendo a coinvolgere sempre più aree del nostro Paese e ampliando i contenuti, dalla tutela della biodiversità al sostegno a forme di turismo sostenibile - commenta Rossella Muroni, direttrice nazionale di Legambiente -. A maggior ragione in un momento economico così difficile siamo convinti che i laghi possano essere motori della green economy e diventare volani di sviluppo sostenibile. Perchè questo accada è necessaria una pianificazione coordinata tra tutti gli attori coinvolti, ancora troppo spesso non attuata. Da qui il nostro sostegno a strumenti come i Contratti di Lago che possono far collaborare concretamente le istituzioni provinciali e regionali, le amministrazioni lacuali e quelle dell'entroterra, gli enti tecnici, le società di gestione, le associazioni e i cittadini».