24 giugno 2021
Aggiornato 14:00
Grandi manovre per le riforme

E ora arriva Grillo

Seconda giornata di confronto sulla riforma costituzionale del Senato e del Titolo V della Carta. Mentre fuori del Senato i girotondini manifestano contro il governo, Grillo è atteso nella Capitale; Renzi, Berlusconi e Alfano riuniscono rispettivamente Pd, Fi e Ncd. Alle 20 stop a tutti gli emendamenti.

ROMA - Al via in aula la seconda giornata di confronto sulla riforma costituzionale del Senato e del Titolo V della Carta. Anche per oggi é previsto un confronto tra le parti, ma nessuna votazione: nonostante il desiderio del premier Matteo Renzi di presiedere mercoledì il Consiglio straordinario dell' Ue con in tasca un voto del Parlamento sulla riforma della Costituzione. Il termine per la presentazione degli emendamenti scade stasera alle 20. E ne sono attesi una valanga da tutti i gruppi, M5S e Sel in testa, pronti a replicare l'ostruzionismo praticato negli ultimi giorni in commissione.

Ad assistere all'esame della riforma della Costituzione è atteso il leader del M5S Beppe Grillo, da ieri a Roma. Messa a punto la risposta pentastellata alla lettera ricevuta ieri da Renzi e dalla delegazione Pd, con probabile indicazione della giornata di giovedì per il nuovo incontro fra le due parti. Grillo, che ha confermato Luigi Di Maio alla testa degli sherpa del M5S, dovrebbe raggiungere palazzo Madama per assistere alla seduta e incontrare, probabilmente, i suoi. Intanto, fuori dal Senato, da stamattina Pancho Pardi e molti ex girotondini hanno allestito un gazebo per riunire tutti gli oppositori alla riforma costituzionale ed elettorale targata Renzi.

Se l'incontro fra Grillo e i suoi parlamentari è al momento ancora da confermare, sono stati invece ufficialmente convocati quelli di Matteo Renzi, Silvio Berlusconi e Angelino Alfano con i rispettivi gruppi di Camera e Senato. Il premier-segretario vedrà alle 21 deputati e senatori Pd per fare una reunion coi fedelissimi, e cercare di minimizzare i numeri del dissenso interno in vista delle votazioni sul nuovo Senato. L'ex premier ha convocato alle 14,30 a san Lorenzo in Lucina tutti i parlamentari Fi per fare lo stesso, contando sulla convinzione che la fronda dei senatori resterà circoscritta.

Ancora a palazzo Madama, infine, il ministro degli Interni spronerà i parlamentari Ncd a marcare il territorio e ad aumentare la loro visibilità, soprattutto ora che la Lega si sta smarcando dalla maggioranza sulle riforme con Pd e Fi. Più poteri allo Stato e meno alle Autonome, negli emendamenti sul nuovo Senato, e battaglia fino in fondo sulle preferenze che Fi non vuole nell'Italicum.