16 dicembre 2019
Aggiornato 02:30
Sbarchi

Immigrazione: in Sicilia 3500 sbarchi in 3 giorni

Dopo un weekend che ha visto l'arrivo nell'isola di migliaia di extracomunitari, l'inizio della nuova settimana, anche a causa di condizioni meteo difficili per la navigazione nel Canale ha visto un rallentamento nel flusso migratorio dal nord Africa

CATANIA - Dopo un weekend che ha visto l'arrivo in Sicilia di oltre 3.500 extracomunitari, l'inizio della nuova settimana, anche a causa di condizioni meteo difficili per la navigazione nel Canale di Sicilia, ha visto un rallentamento nel flusso migratorio dal nord Africa. Soltanto a notte fonda, intorno alle 2,30, con un fortissimo ritardo causato da un'avaria, è approdata a Catania la motonave maltese "Zeynepa Tanker" con a bordo i 96 migranti, tra cui numerose donne e bambini, soccorsi due giorni fa.

1300 SBARCATI DOMENICA - Domenica invece, al porto siracusano di Augusta, erano arrivati i circa 1.300 migranti soccorsi dalla motonave "Asso 25". Per evitare che la forte ondata d'arrivi mettesse ancora più in difficoltà le strutture ricettive siciliane, già particolarmente provate dagli sbarchi delle scorse settimane, è scattato un piano di trasferimento dei migranti con dei voli charter verso altre regioni italiane. Intanto prosegue senza sosta il lavoro degli investigatori sul fronte dell'individuazione degli organizzatori di questi viaggi della speranza. Nelle ultime ore, sette presunti scafisti sono stati fermati tra Augusta, Porto Empedocle e Pozzallo. 

ARRESTATI 7 SCAFISTI - Nel primo caso sono stati fermati quattro tunisini accusati di essere i responsabili dello sbarco che ha consentito l'arrivo ad Augusta di 1.300 persone. Nel secondo caso, invece, a finire in manette sono stati un siriano ed un marocchino accusati di avere favorito l'arrivo di 257 eritrei ad Agrigento. Infine un tunisino è stato fermato con l'accusa di aver accompagnato i 266 migranti sbarcati nel porto ragusano. Proprio quest'ultimo scafista, ammettendo le proprie responsabilità, ha riferito agli investigatori di essere stato contattato in Libia da "un procacciatore di clandestini", il quale gli avrebbe promesso un compenso di 1.500 dollari una volta ultimato il viaggio. Secondo quanto accertato dagli inquirenti, ciascun migrante avrebbe pagato circa 1.500 dollari per assicurarsi un posto sul barcone in legno. Una cifra che aumentava di ulteriori 200 dollari per poter assicurarsi un giubbotto salvagente.