10 dicembre 2019
Aggiornato 01:00

I grillini di Bruxelles: «No ad una democrazia dall'alto»

Dal Belgio appello dei Meetup: la visione di Farage non è quella del 5Stelle: in campagna elettorale di è parlato di «Europa diversa, non di Europa amputata»

BRUXELLES - In un quadro di riferimento già desolante per l’incapacità del Parlamento europeo di esprimere un indirizzi politico, il Movimento 5Stelle sta partendo lancia in resta per regalare 17 eurodeputati al servizio di Sir Farange.

Il caso viene affrontato in modo goffo dalla stampa italiana di sinistra che ha scagliato una campagna diffamatoria contro Farange imputandogli ogni sorta di depravazione.

Ma dall'altra parte, Grillo, sul suo Blog, finisce per fare da contr’ altare ad una informazione di parte, prima difendendo (anche se a ragione) l'UKIP da alcuni colpi sotto la cinta, ma poi di fatto promuovendo, senza alcun dibattito approfondito, l' alleanza con il «Freedom and Democracy Group» grazie ad un voto on line  abbondantemente influenzato da argomenti molto emotivi e poco analitici.

Ora, cercando di astrarsi da questo insieme di posizioni preconcette, se si analizzano i fatti è possibile giungere a tre considerazioni difficilmente oppugnabili.

La prima considerazione è che nel Parlamento Europeo le indicazioni di voto dei gruppi non sono obbligatorie, ma i componenti dei Gruppi, pur mantenendo un alto grado di autonomia, devono comunque avere una condivisione di una, seppur vaga, 'idea' di Europa. L'idea di Europa di Farage è chiara e a tutti conosciuta. Farage dice che si dovrebbe tornare al mercato comune e nulla più, e per tutto il resto ci dovrebbe essere un leale collaborazione fra i paesi europei.

La seconda considerazione è che questa visione dell'Europa non è la visione 5 Stelle, o almeno non è quella sostenuta in campagna elettorale, dal momento che si è parlato di «un' Europa diversa, ma non di un'Europa amputata».

La terza considerazione è se il M5S entrasse nel Freedom and Democracy Group , sarebbe comunque socio di minoranza per cui difficilmente potrebbe imporre un cambio di linea al gruppo.

Risultato, c’è un ragionevole rischio, viste le polemiche che questa scelta annunciata ha provocato all’interno del Movimento,  che l’alleanza con «Freedom and Democracy Group» possa provocare l’uscita di un numero consistente di attivisti.

Un accordo con i Verdi, secondo molti commentatori, comporterebbe, invece, meno rischi. Al contrario sarebbero i Verdi a doversi preoccupare perché si metterebbero in casa 17 parlamentari che rappresenterebbero il primo azionista del gruppo. 

Il Meetup del 5 Stelle di Bruxelles ( del quale fanno parte prevalentemente esperti e funzionari della Commissione) ha fatto arrivare sul tavolo di Grillo e Casaleggio un rapporto di oltre 100 pagine dove si trovano raccolte tutte le «informazioni utili per il nuovo eurodeputato». Una raccolta di dati, scadenze e contatti che gli attivisti del Belgio hanno voluto raccogliere per dare una mano ai loro portavoce. E tra le pagine si spiegano le possibili opzioni per un gruppo politico all’interno del Parlamento europeo che non snaturi il Movimento stesso. E’ un aiuto tecnico, dicono, messo a disposizione da chi conosce le istituzioni europee per facilitare l’inserimento dei nuovi portavoce nei meandri di Bruxelles.

Il dossier indica, inoltre, una lista di possibili alleati da considerarsi affini per la creazione di un gruppo. La lista dei gruppi compatibili va da Podemos, la formazione degli indignati spagnoli, fino ai Pirati tedeschi, passando per i greci indipendenti, oppure il Partito della terra portoghese o «L’azione dei cittadini insoddisfatti» della repubblica Ceca.

Secondo i grillini di Bruxelles i contrasti e le divergenza di vedute all’interno di un medesimo gruppo non sono da considerare come un’anomalia», ma ad uso dei portavoce hanno allegato anche  la sentenza Martinez, con la quale si dimostra che il Parlamento può sciogliere un gruppo nel caso in cui i partiti che lo formano non abbiano affinità tra di loro.

Il Meetup grillino rimprovera a Grillo che la linea strategica del 5Stelle in sede europea dia a molti l’impressione di essere stata presa sin prima del voto: «Non da Grillo, forse da Casaleggio ma quel che è certo è che tutto è stato deciso dal gruppo comunicazione dei 5Stelle e da Messora», specificano da Bruxelles.

Non non mancano però gli attivisti, fanno sapere dal Belgio, che si stanno organizzando per spingere per un contatto con i Verdi. E’ in questa direzione che si sta muovendo infatti  il Meetup di Bruxelles, ma questa sarebbe, a loro avviso, anche la linea di altri gruppi grillini  all’estero.

«Vogliamo solo che tutti siano informati» - spiega un attivista da Bruxelles - «e che non ci siano salti nel buio quando ci troveremo a votare in rete. Noi dall’estero abbiamo una visione diversa e ci teniamo a mettere a disposizione le nostre informazioni in modo costruttivo. Si tratta dell’ultima chiamata perché all’interno del M5S si affermi una democrazia europea  Se i parlamentari pentastellati europei non vorranno o non sapranno agire politicamente- conclude l’attivista grillino da Bruxelles-  è prevedibile che il M5S diventi per necessità sempre più una democrazia «calata dall’alto»,con un possibile grave danno all’insieme del progetto pentastellato di democrazia dal basso».