15 luglio 2024
Aggiornato 16:00
Corruzione

Tangenti per la ricostruzione dell'Aquila: arrestati 2 ex consiglieri comunali, vicesindaco indagato

RP | Manette ai polsi di Pierluigi Tancredi, attuale dirigente dell'Asl 1 e Vladimiro Placidi, all'epoca dei fatti assessore alla Ricostruzione dei beni culturali. Indagini su 8 persone fra cui Roberto Riga. Per aggiudicarsi gli appalti post terremoto alcuni imprenditori avrebbero corrotto i funzionari pubblici

L'AQUILA - Quattro persone ritenute responsabili dei reati di millantato credito, corruzione, falsità materiale ed ideologica ed appropriazione indebita sono state arrestate dalla polizia a l'Aquila.
Fra loro Pierluigi Tancredi, 60 anni, attuale dirigente dell’Asl 1, già assessore negli anni Duemila e all’epoca dei fatti consigliere comunale delegato per il recupero e la salvaguardia dei beni costituenti il patrimonio artistico della città. Inoltre sono scattate le manette anche ai polsi di Vladimiro Placidi, 57 anni, assessore comunale alla Ricostruzione dei beni culturali dopo il terremoto nel primo mandato del sindaco, Massimo Cialente, nonché direttore del Consorzio dei beni culturali della Provincia dell’Aquila.

INDAGATE 8 PERSONE FRA CUI VICESINDACO - Nell’inchiesta risultano indagate otto persone, tra cui il vicesindaco del capoluogo abruzzese Roberto Riga, all’epoca dei fatti assessore all’Urbanistica.

IL VICESINDACO SI DIMETTE - Il vicesindaco dell'Aquila Riga ha annunciato in una conferenza stampa: «Mi tiro da parte come ruolo di vice sindaco e assessore perchè vorrei lasciare tranquilla l'amministrazione comunale, il sindaco e la Giunta senza avere dubbi sulla propria attività». Riga ha spiegato che l'essere stato iscritto nel registro degli indagati è stato «un fulmine a ciel sereno su una vicenda che non conosco. Confido che magistratura faccia il suo corso, io fornirò gli elementi per mettere in evidenza la mia piena estraneità» ai fatti contestati.

TANGENTI PER LA RICOSTRUZIONE - Le indagini, effettuate da personale della squadra Mobile in collaborazione con quelle delle questure di Perugia e Teramo, hanno permesso di accertare, anche con l'ausilio di servizi di intercettazione, l'esistenza di un sistema di tangenti, radicato nel tempo e nel territorio, secondo il quale alcuni imprenditori interessati ai lavori per la ricostruzione post terremoto, fornivano illecite dazioni, sia espresse in denaro che in alcuni m.a.p. (moduli abitativi provvisori), nei confronti di funzionari pubblici, per l'aggiudicazione di alcuni appalti relativi a lavori di messa in sicurezza di edifici danneggiati dal sisma del 2009, il tutto per un valore di circa mezzo milione di euro. I reati commessi nel capoluogo abruzzese si riferiscono al periodo compreso tra settembre 2009 e luglio 2011. Alcuni indagati, inoltre, si sono indebitamente appropriati, previa contraffazione della documentazione contabile, della somma di circa 1 milione e 250mila euro, relativa al pagamento di parte dei lavori. Sono state eseguite numerosi perquisizioni, anche in uffici pubblici.

CIALENTE, MI SENTO TRADITO – Il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, ha dichiarato: «Sono disperato, mi sento tradito, L'Aquila ha bisogno di soldi per la ricostruzione e quello che è successo è un danno d'immagine sconvolgente». Il primo cittadino sentito da Tmnews ha proseguito: «Mi sento malissimo, mi sento tradito fermo restando l'assoluta fiducia nella magistratura. Tradito soprattutto da Placidi, nominato come puro tecnico, in quanto era direttore del consorzio beni culturali e neanche di area centrosinistra», ha sottolineato il sindaco, aggiungendo: «Tancredi è un consigliere del popolo della libertà (Pdl) che si è dimesso il 17 agosto 2010, si dimise dicendo che intendeva fare il procuratore per le ditte di ricostruzione, quindi non voleva più un ruolo politico». Riguardo invece ai destinatari degli avvisi di garanzia, «la giunta prende atto delle dimissioni del vicesindaco Riga e anche se per quanto si è potuto capire pare che qui si parli di una vicenda circoscritta ad un solo palazzo, ad una sola ditta, per la mesa in sicurezza provvisoria, l'Aquila non può avere neanche un ombra. Di Gregorio (Mario Di Gregorio direttore del settore Ricostruzione pubblica e patrimonio del Comune dell'Aquila, all'epoca dei funzionario responsabile dell'ufficio Ricostruzione, ndr), non gli è stato rinnovato l' incarico di dirigente, le sue funzioni vengono assunte per ora dal direttore del dipartimento, in attesa di trovare un altro nome».

ENORME DANNO DI IMMAGINE - Cialente ha continuato: «Siamo di fronte ad avvisi di garanzia ma la valutazione politica è netta: in un momento in cui a L'Aquila la ricostruzione è partita ma siamo senza soldi. Di fatto abbiamo avuto scontri con governo ed Europa per avere fondi per la ricostruzione e il danno immagine è di portata sconvolgente. La forza con cui posso andare ai tavoli anche a sbattere i pugni, vicende come queste la indeboliscono».

COMUNE HA FATTO DI TUTTO - Per prevenire i rischi di speculazioni nella ricostruzione il comune ha fatto di tutto, ha rivendicato il sindaco: «Abbiamo creato tutta una serie di modifiche al sistema, siamo il primo comune che ha adottato un regolamento anticorruzione, stiamo dividendo ufficio appalti e committenze, eliminando da qualsiasi ruolo tecnici che hanno un ruolo con le aziende. Ho anche incontrato ieri il sottosegretario Lignini e gli ho chiesto regole più dure anche per le ricostruzioni private. Le stiamo facendo di tutte, ma di fronte al dolo mi sento impotente».

NON PAGHI L'AQUILA - «L'unica cosa che ora io chiedo disperatamente alla magistratura - ha concluso - è di andare avanti, di fare luce su tutto e tutti, comunque e dovunque, su chiunque in questa città ha responsabilità, da stamattina la città già sta pagando».