17 febbraio 2020
Aggiornato 19:00
Viminale

Alfano: «Sono contrarissimo» agli identificativi per i poliziotti, «sono un pericolo per la sicurezza»

Il ministro dell'Interno ha fornito le cifre sul sistema di ordine pubblico: «Sta funzionando molto bene, il numero di manifestazioni è stato minore rispetto allo scorso anno, ma è stata maggiore l'incidenza degli episodi di violenza. E' stato preannunciato un autunno caldo, che invece è stato tiepido»

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ROMA - Il ministro dell'Interno Angelino Alfano ha annunciato: «Il sistema dell'ordine pubblico nel nostro paese sta funzionando molto bene».

AUTUNNO È STATO TIEPIDO - Alfano durante la conferenza stampa di fine anno al Viminale nella quale ha presentato i risultati conseguiti dal ministero dell'Interno dall'aprile 2013 ha spiegato: «Il numero di manifestazioni è stato minore rispetto allo scorso anno, ma è stata maggiore l'incidenza degli episodi di violenza». Il titolare del Viminale ha sottolineato che i risultati conseguiti sul fronte dell'ordine pubblico sono frutto in particolare della formazione delle forze dell'ordine. «Tutto ciò, ha continuato Alfano, acquista un particolare significato anche per il fatto che nei mesi scorsi si era preannunciato un autunno caldo, che poi è stato tiepido».

CON FORCONI INDIRIZZO DI NON REAGIRE - Il ministro ha fatto un bilancio anche sull'ordine pubblico, in relazione alle proteste avvenute di recente: 16 gli arrestati, 157 i denunciati con 17 contusi tra gli uomini delle forze dell'ordine e due tra i manifestanti. «Le nostre forze dell'ordine hanno avuto un indirizzo di contenimento della protesta, senza mai reagire alle provocazioni.
Siamo lieti che in Italia si svolgano delle manifestazioni nel rispetto delle leggi e per questo è necessario separare chi vuole esprimere la rabbia e il proprio dolore da chi, in maniera violenta, vuole saccheggiare le città», ha detto Alfano.

IMMIGRATI TRIPLICATI - Dallo scorso aprile è più che triplicato il numero degli immigrati arrivati in Italia rispetto allo stesso periodo del 2012: dai 13mila 136 arrivi tra il 28 aprile e il 19 dicembre 2012 si è infatti passati a 42mila 777 nello stesso periodo di quest'anno, ha detto Alfano. Tra i principali paesi di provenienza la Libia (27.216 migranti) e l'Egitto (9.215). Le nazionalità prevalenti degli immigrati sono siriana (11.307), eritrea (9.834) e somala (3.263). «Paghiamo il conto - ha spiegato il ministro dell'Interno - della instabilità in Libia, in Siria e venendo meno anche l'Egitto, eritrei e somali hanno maggiore agio nelle partenze».

I CENTRI PER MIGRANTI - Sulla gestione dell'accoglienza, Alfano ha fornito alcuni dati: sono 13mila 504 (dato al 16 dicembre) gli immigrati ospiti nei centri di accoglienza (cda) e nei centri per richiedenti asilo (sono in tutto 14, di cui 5 in Sicilia). C'è stato un potenziamento della rete di accoglienza sprar (per i rifugiati) con l'incremento da 10mila a 16mila posti nelle strutture comunali e in quelle gestite dal terzo settore. Per quanto riguarda i cie, centri di identificazione e accoglienza, attualmente ne sono operativi 9, di cui tre agibili solo parzialmente.

IMMIGRAZIONE NON SIA BUSISNESS - A tal proposito il titolare dell'Interno ha chiarito che «l'immigrazione non può essere un business», Alfano ha quindi annunciato maggiori controlli dopo la vicenda del video choc girato nel centro di accoglienza dell'isola di Lampedusa e ha sottolineato che dovranno essere rispettate, da parte degli enti gestori, le regole oppure sarà messa in discussione il conferimento degli incarichi. Il ministro ha poi confermato la rescissionne del contratto con Lampedusa Accoglienza: «Abbiamo trenta giorni di tempo per trovare una soluzione ed io ho già in mente un'idea: il conferimento della gestione alla Croce Rossa. Stiamo valutando con l'Avvocatura dello Stato, dalla quale aspettiamo un parere». Il vicepremier ha tuttavia confermato la scelta di puntare ancora sulla sussidiarietà e cioè sull'affidamento a enti privati non a scopo di lucro della gestione dei servizi, «ma accentueremo la soglia dei controlli e di vigilanza».

TUTTI I REATI - Il leader del Nuovo centrodestra è poi passato a fornire le cifre sul contrasto alla criminalità vera e propria: «Da quando si è insediato il governo sono stati arrestati 49 latitanti (tra cui Francesco Nirta, tra i pericolosi nella lista dei ricercati più qualificati) e sono state effettuate 87 importanti operazioni di polizia giuidiziaria contro organizzazion i criminale, con l'arresto di mille e 47 persone». I beni sequestrati (nel periodo 28 aprile-19dicembre 2013) sono stati mila 130 (388 le aziende) con un valore complessivo di 2,1 miliardi di euro. Quelli confiscati alle mafie sono stati complessivamente 1.653 (tra cui 84 aziende) per un valore stimato di poco più di un miliardo di euro. Da aprile a oggi sono, in tutto, cinque i consigli comunali sciolti per motivi di mafia con decreto del ministero dell'Interno. Sono, invece, venti i provvedimenti di proroga delle gestioni commissariali di comuni sciolti per infiltrazioni e condizionamenti mafiosi. Furti e rapine sono in calo. Il ministro dell'Interno ha annunciato una inversione di tendenza per quanto riguarda l'andamento di queste due tipologie di reato predatorio. «Le rapine - ha detto il titolare del Viminale, con riferimento a dati relativi al periodo aprile-dicembre 2013 - sono calate del 16,5 per cento mentre i furti del 7,5 per cento. Sono dati - ha sottolineato Alfano - per noi elemento di soddisfazione». Sulle droghe, il Viminale ha invece parlato di una diminuzione del 10 per cento nei consumi di cocaina mentre è in crescita l'uso delle droghe sintetiche.

CONTRARIO A NUMERO IDENTIFICATIVO POLIZIOTTI - Passando poi al futuro, Alfano ha spiegato di essere «contrarissimo» ai numeri identificativi per i poliziotti, in uso in tutta Europa, perché «sono un pericolo per la sicurezza». Poi il ministro ha ricordato che «oggi si vota la fiducia sulla legge di stabilità che afferma economicamente e conseguentemente politicamente che la sicurezza è uua priorità del programma di governo. Uno dei risultati conseguiti - ha aggiunto Alfano - è la deroga sul blocco al turn con limiti fino al 55% per il comparto sicurezza. Lo stesso obiettivo è stato conseguito per il Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco che ha una valenza strategica per il ministero dell'Interno. Già con l'avvio della legge di stabilità - ha aggiunto Alfano - sono appostati, per il comparto sicurezza, 155 milioni di euro per le forze di polizia (destinati anche al pagamento degli straordinari, delle indennità di missione). A questi fondi si aggiungono poi altri 100 milioni di euro e risorse provenienti dal Fondo unico giustizia (circa 70 milioni di euro). Complessivamente, ha detto Alfano, al comparto sicurezza saranno destinati 600 milioni di euro».