12 novembre 2019
Aggiornato 21:30
LEGGE ELETTORALE

Il Pd chiede di trasferire la discussione alla Camera

RP | RP | Il capogruppo Democratico Zanda ha comunicato al presidente del Senato Pietro Grasso la determinazione di voler spostare a Montecitorio l'esame della riforma. Alfano (Ncd) frena

ROMA - Il presidente dei senatori del Pd Luigi Zanda ha comunicato al presidente del Senato Pietro Grasso la determinazione del Partito democratico (Pd) di voler trasferire dal Senato alla Camera l'esame della riforma della legge elettorale, secondo quanto stabilito ieri dall'assemblea dei parlamentari Pd alla presenza del neo segretario Matteo Renzi.

ALFANO, NON CAPISCO - «Siamo ancora in un bicameralismo perfetto, il problema non è solo dove si inizia ma anche dove si finisce. Da vicepremier non posso interferire in materie parlamentari e nelle procedure. Detto questo non comprendo il senso di questa gara tra Camera e Senato. Ciò che conta è la sostanza della legge», ha detto il vicepremier e leader del Nuovo centrodestra (Ncd) Angelino Alfano.

I PRO E I CONTRO - Renato Brunetta, per Forza Italia (Fi), ha chiesto di imporre a Palazzo Madama una deadline possibilmente a ridosso delle motivazioni della Consulta. Enrico Costa, di Ncd, e Gianluca Pini della Lega hanno chiesto che la legge elettorale resti al Senato. A favore dello spostamento sono rimasti Pd, Scelta civica, Per l'Italia e Movimento 5 stelle (M5s), Sinistra ecologia e libertà (Sel) ha espresso una posizione di mezzo sottolineando l'esigenza di non fare forzature e di cercare l'intesa con Palazzo Madama.

DECIDERANNO CAPIGRUPPO - Ora starà ai presidenti Laura Boldrini e Pietro Grasso sciogliere il nodo, con un incontro o un colloquio nei prossimi giorni. In conferenza dei capigruppo la presidente della Camera ci ha tenuto a ribadire che «non c'è nessuna volontà di scippo o di competizione, occorre trovare un'intesa tra i gruppi di Camera e Senato».