18 ottobre 2019
Aggiornato 07:30
Berlusconi sexy-gate | Caso Ruby

«Karima compì atti sessuali con Berlusconi in cambio di denaro e di altre utilità»

RP | Nelle motivazioni di condanna a 7 anni per concussione e prostituzione minorile dell'ex premier è scritto: «Provato lo stabile inserimento della ragazza nel collaudato sistema prostitutivo di Arcore ove giovani donne, alcune delle quali prostitute professioniste, compivano atti sessuali in plurimi contesti»

MILANO - «È provato che Ruby (Karima el Mahroug, ndr) compì atti sessuali con Silvio Berlusconi in cambio di denaro e di altre utilità», hanno scritto i giudici del Tribunale di Milano nel motivare la condanna dell'ex premier a 7 anni per concussione e prostituzione minorile.

COLLAUDATO SISTEMA PROSTITUTIVO - «Il Tribunale ritiene che la valutazione unitaria del materiale probatorio illustrato evidenzi lo stabile inserimento della ragazza nel collaudato sistema prostitutivo di Arcore ove giovani donne, alcune delle quali prostitute professioniste, compivano atti sessuali in plurimi contesti. Durante la notte le donne si intrattenevano con il padrone di casa percependo un maggiore compenso».

IL BUNGA BUNGA - Secondo i magistrati: «Risulta provato che il regista delle esibizioni sessuali delle giovani donne fosse proprio Berlusconi, il quale dava il via al cosiddetto bunga bunga in cui le ospiti di sesso femminile si attivavano per soddisfare i desideri dell'imputato, ossia per 'fargli provare piaceri corporei', come chiarito dalla stessa Ruby inscenando balli con il palo di lap dance, spogliarelli, travestimenti e toccamenti reciproci. Faceva poi seguito la notte ad Arcore con il presidente del Consiglio in promiscuità sessuale, ma soltanto con alcune giovani scelte personalmente dal padrone di casa tra le sue ospiti femminili. Certo è che tra queste egli scelse Ruby in almeno due occasioni. Risulta provato inoltre che il compimento di di atti sessuali da parte della minorenne fosse caratterizzato dall'elemento retributivo. La stessa infatti percepiva somme variabili di circa 3mila euro per volta, così come dalla stessa riferito e confermato dal rinvenimento in suo possesso di ingente quantitativo di denaro da parte delle forze dell'ordine oltre a gioielli come dimostrato dai beni trovati nel corso della perquisizione il 14 gennaio 2011. Lo stesso imputato ha ammesso di aver corrisposto 57mila euro circa a Ruby asserendo che tale somma fosse destinata a consentirle l'apertura di un centro estetico».

SAPEVA CHE ERA MINORENNE – Il Tribunale di Milano ha chiarito: «Se Berlusconi davvero non fosse stato al corrente della minore età di Ruby all'epoca della loro frequentazione egli non avrebbe avuto alcun motivo di intervenire telefonando al capo di gabinetto della questura per evitare il fotosegnalamento e il collocamento della giovane in comunità protetta».
Per i giudici: «Berlusconi temeva giustamente che la minorenne potesse svelare alle forze dell'ordine come in effetti è accaduto il contenuto prostitutivo delle serate ad Arcore. Ciò avrebbe potuto astrattamente costituire un eventuale danno per la sua immagine di uomo pubblico, ma ritiene il tribunale che non sia stato certo tra i timori l'unico motivo a spingere l'imputato a telefonare in questura non erano infatti le cene con connotazioni sessuali che si svolgevano ad Arcore a preoccupare l'imputato. Ciò che poteva danneggiare Berlusconi era la possibilità che le cene con connotazioni sessuali fossero associate a un soggetto minorenne già sospettato per di più di svolgere l'attività di prostituzione tanto da indurre la dottoressa Fiorillo a disporne il collocamento in comunità protetta».

SISTEMATICO INQUINAMENTO PROVE - Nella sentenza è ancora scritto: «L'imputato Berlusconi non ha esitato ad asservire la pubblica funzione ad un interesse del tutto privato, ossia il complessivo funzionamento di un sistema prostitutivo presso la propria privata dimora. E' necessario tener conto anche della capacità a delinquere dell'imputato consistita nell'attività sistematica di inquinamento probatorio a partire dal 6 ottobre 2010 attuata anche corrispondendo a Ruby e alcuni testimoni di ingenti somme di denaro».

DA RUBY RETICENZE E MENZOGNE - Su el Marough viene ricordato: «Ruby confidava all'amica Grazia Randazzo di avere mentito in sede di indagini preliminari proprio su un dato di assoluta rilevanza, ossia il fato che l'imputato fosse a conoscenza della sua minore età, mostrando così di essere stata oltremodo scaltra, decidendo scientemente di omettere alcune informazioni ai pm che la assumevano a sommarie informazioni testimoniali nell'estate 2010. E' lungi dall'apparire una ragazza sprovveduta perché ha dimostrato di sostenere un esame dibattimentale in modo sfrontato al punto di negare l'evidenza fornendo un'interpretazione del contenuto delle intercettazoni telefoniche nettamente contrastante con il chiaro tenore dei dialogo captati. Avvisava il fidanzato Luca Risso di avere detto tante cose in sede testimoniale ma di averne anche tenute nascoste tantissime. Un miserabile tentativo di nascondere la realtà, indicativo del fatto che Ruby recitasse un copione concordato a fronte di un sostanzioso tornaconto personale».