31 marzo 2020
Aggiornato 04:00
CASO FONSAI

I futuri segretari del Pd vogliono la testa di Cancellieri

RP | RP | Civati: «Tutti, da Renzi a Pittella a Cuperlo, sono d'accordo con me che il ministro di Giustizia dovrebbe fare un passo indietro. Martedì sera servono almeno 60 firme per presentare la mozione di sfiducia»

http://www.youtube.com/watch?v=owRaRYuES-Y

ROMA – Per una volta il Partito democratico (PD), almeno fra i candidati alla segretaria, ha una posizione condivisa: il ministro della Giustizia, Anna Maria Cancelllieri, si deve dimettere.

CIVATI, TUTTI D'ACCORDO SU PASSO INDIETRO - A dirlo è stato Pippo Civati, annunciando la raccolta di firme interne al Pd: «Non ho fatto altro che sollecitare una posizione coerente da parte degli altri candidati alla segreteria del partito. Tutti, da Renzi a Pittella a Cuperlo, sono d'accordo con me che il ministro di Giustizia dovrebbe fare un passo indietro. Chiedo coerenza e non accetto comportamenti ipocriti. Se siamo tutti d'accordo martedì sera servono almeno sessanta firme per presentare la mozione di sfiducia».

RENZI, SI DIMETTA PRIMA DI MOZIONE - Stesso messaggio anche da Matteo Renzi, che a Che tempo che fa ha detto: «In questa vicenda si intrecciano una serie di messaggi in cui sembra che la legge non sia uguale per tutti; che se conosci qualcuno riesci a svicolare. Sono convinto che prima della mozione si sfiducia dovrebbe fare un passo indietro lei». Alla domanda se questo indebolirebbe il governo Letta, Renzi ha risposto «No. Cancellieri a parte, siamo di fronte all'ennesimo episodio di diffusione di intercettazioni che non hanno valore penale. E` molto triste vivere in un Paese dove circolano tabulati che non dovrebbero circolare. Questo impone una riflessione profonda».

LEVA, DIMISSIONI NON SI CHIEDONO - Danilo Leva, responsabile Giustizia del Pd, invece, ha richiamato tutti alla prudenza: le dimissioni «sono un gesto che appartiene alla sensibilità istituzionale dei singoli. In un Paese normale si danno e non si chiedono. Quelle telefonate sono state totalmente inopportune. Il contenuto delle frasi pronunciate, l'intreccio che è emerso, i nuovi dettagli che arricchiscono una visione che era stata già delineata, offrono un quadro non positivo. Anche se non penalmente rilevante» ha detto intervistato dal Messaggero.

DECIDERE TUTTI ASSIEME - Tuttavia, ha concluso Leva: «In un partito si decide tutti assieme. E sarà l`assemblea del gruppo la sede entro la quale si dovrà affrontare la questione. Lì ognuno farà le sue valutazioni. Non si può andare in ordine sparso. Certe scelte devono essere il frutto di una decisione collegiale. E` certo che non possiamo votare la mozione di sfiducia dei grillini per la semplice ragione che stanno all'opposizione e noi invece siamo uno dei pilastri della maggioranza. E poi è stato dimostrato che non c`è stata alcuna interferenza del ministro sulla scarcerazione di Giulia Ligresti».

Sostieni DiariodelWeb.it

Caro lettore, se apprezzi il nostro lavoro e se ci segui tutti i giorni, ti chiediamo un piccolo contributo per supportarci in questo momento straordinario. Grazie!

PayPal