21 novembre 2019
Aggiornato 14:00
Agibilità politica dell'ex Premier

Decadenza di Berlusconi: voto previsto per il 27 novembre

La decisione è stata presa a maggioranza dalla conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama e dovrà essere convalidata da un'ulteriore voto in Aula. L'ex Premier: «Napolitano ancora in tempo per la grazia»

ROMA - Il voto sulla decadenza da senatore di Silvio Berlusconi si dovrebbe tenere nell'aula del Senato il 27 novembre. La decisione è stata presa a maggioranza dalla conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama e dovrà essere convalidata da un'ulteriore voto in Aula.

PD, DECISIONE PRESA GRAZIE A NOI - Luigi Zanda, capogruppo del Partito democratico (Pd) al Senato, ha spiegato che «la richiesta di convocare i capigruppo è stata fatta dal Pd per decidere la data in cui l'Aula si esprimerà con un voto palese sui risultati della Giunta per le elezioni sulla decadenza da senatore di Berlusconi».

CONTRARI M5S E SEL - Contrari Movimento 5 stelle M5s e Sinistra ecologia e libertà (Sel): «La decisione è stata presa a maggioranza perché secondo noi c'era il tempo per votare prima della legge di stabilità - ha detto Loredana De Petris, di Sel - e comunque il 27 novembre potrebbe non essere la data del voto visto che il Popolo della libertà (Pdl) ha sollevato una pregiudiziale sulla validità della decisione della Giunta delle elezioni» legata alla vicenda dei post pubblicati da Vito Crimi (M5s) durante la riunione.

PDL, IN GIUNTA IRREGOLARITÀ - Maurizio Gasparri, vicepresidente del Senato, del Pdl, ha spiegato: «Abbiamo chiesto al presidente Grasso di valutare la validità della riunione che secondo noi anche da un punto di vista disciplinare solleva dei problemi e ci ha detto che si terrà una nuova riunione del consiglio di presidenza per discuterne anche se a suo avviso un problema di validità non ci dovrebbe essere». Anche secondo Zanda «il problema della validità è totalmente inesistente dal punto di vista giuridico. Il voto si terrà il 27».

BERLUSCONI, NAPOLITANO IN TEMPO PER GRAZIA - Intanto Berlusconi è tornato a sottolineare che il capo dello Stato sia ancora in tempo per concedergli la grazia di sua iniziativa. L'ex premier lo ha detto nell'ultimo libro di Bruno Vespa: «Mi dicono - ha affermato Berlusconi - che per avere la grazia bisogna aver iniziato a scontare la pena. Dunque, sarebbe ancora in tempo».
Nel suo libro, Vespa ha scritto che non è stata presentata finora alcuna domanda da parte di Berlusconi, della sua famiglia e dei suoi avvocati: «Napolitano ricevette riservatamente il 9 agosto Gianni Letta e Franco Coppi, difensore del Cavaliere, per un sondaggio discreto sulla possibilità della grazia. Essi interpretarono positivamente in questo senso un passaggio del messaggio di Napolitano del 13 agosto. Poi il capo dello Stato si sarebbe irrigidito per le dimissioni in massa dei parlamentari di Forza Italia (Fi), poi revocate, e da allora non si è più parlato di grazia».