29 marzo 2020
Aggiornato 19:30
«Privatizzazioni e misure per attrarre investimenti»

Letta presenta la versione 0,5 di Destinazione Italia

Il premier sull'esecutivo: «Usano governo come punching ball, ma noi continuiamo a lavorare. Non c'ho scritto 'Jo Condor' in testa, e al momento opportuno lo dimostrerò». Al Cavaliere: «In Italia Stato di diritto funziona». Sul piano: «Vogliamo rendere più internazionale il modo di affrontare il mondo, per far arrivare fondi esteri ma anche per far tornare gli italiani che se ne sono andati»

ROMA - Il premier Enrico Letta ha lanciato il piano Destinazione Italia per raccogliere investimenti esteri, dopo l'ultimo Consiglio dei ministri (Cdm). La tradizionale conferenza stampa a termine del Cdm è stata anche l'occasione per il premier per ribadire che il suo esecutivo non è un «punching ball» e che lui, parafrasando Carosello, non ha scritto «'Jo Condor' in testa, e al momento opportuno lo dimostrerò: giocheremo all'attacco».

GOVERNO NON E' PUNCHING BALL - Quanto all'esecutivo, ha spiegato il primo ministro: «Stiamo lavorando in modo molto concreto e attento, per gli italiani. Non abbiamo nessuna intenzione di creare cortocircuiti su questi temi. Da un po' di tempo c'è la volontà di usare il governo come un punchingh ball, tutti se le danno di santa ragione, ma noi continuiamo a lavorare».

IN ITALIA DIRITTO FUNZIONA - Sul video-messaggio di Silvio Berlusconi, Letta ha commentato: «In Italia lo Stato di diritto esiste e funziona, rispetteremo l'autonomia della magistratura. Siamo in uno stato di diritto, non ci sono persecuzioni. Sarebbe paradossale - ha aggiunto - se nel momento in cui presentiamo un piano per l'attrazione degli investimenti passasse il messaggio che l'Italia è un paese in cui lo stato di diritto non funziona».

DESTINAZIONE ITALIA VERSIONE 0.5 - Il piano Destinazione Italia , ha spiegato il premier, ad oggi è alla sua «versione 0.5», che sarà ora sottoposta ad una «consultazione pubblica» che durerà circa 2-3 settimane per poi tornare in Consiglio dei ministri ed essere approvato in via definitiva «con i contributi che saranno arrivati dai vari soggetti pubblici, privati e istituzionali».

PRIVATIZZAZIONI NECESSARIE - L'Italia, ha precisato il primo ministro, «non è un outlet con prezzi da svendita, ma non è neanche Fort Apache a difendere il perimetro di tutto ciò che è italiano». In Destinazione Italia, ha detto il capo del governo, ci sono «cose che è giusto privatizzare, non tanto per farlo perché non è detto che il privato sia meglio del pubblico. Ma in alcuni casi è necessario approvare rapidamente percorsi di privatizzazione».
L'obiettivo del piano è «rendere più internazionale il modo di affrontare il mondo, per far arrivare investimenti esteri ma anche per far tornare investimenti italiani che se ne sono andati» grazie a «50 misure concrete», ha specificato il premier.

ROAD SHOW DA USA A EMIRATI - «Abbiamo un drammatico bisogno di investimenti esteri: abbiamo scarsa capacità di attrazione e cifre troppo basse negli investimenti dall'estero. Vogliamo che crescano», ha concluso Letta. Per attrarre nuovi attori sulla piazza italiana Letta ha in mente un «road-show» che passerà dagli Stati Uniti alle monarchie del Golfo.
«Partiamo da New York la settimana prossima, incontrando gli operatori finanziari di Wall Street, mentre il 7, 8 e 9 ottobre sarò nei Paesi del Golfo come seconda tappa». Per il presidente del Consiglio, «è importante dare un segno forte al mondo di fare investimenti economici, industriali, finanziari e per dimostrare che non abbiamo paura della globalizzazione».

ZANONATO, FAVORIREMO ANCHE INVESTIMENTI INTERNI - Poi ha preso la parola il ministro dello Sviluppo Economico, Flavio Zanonato, che ha spiegato: «Destinazione Italia favorirà anche gli investimenti delle imprese italiane. L'obiettivo di Destinazione Italia è quello di attrarre gli investimenti esteri ma anticipo che molte misure favoriranno anche gli investimenti interni».
Le misure contenute nel provvedimento, ha assicurato il ministro, «tendono a facilitare il sistema complessivo di investimenti nel nostro Paese».

SEMPLIFICARE VITA A INVESTITORI - La «missione fondamentale» di Destinazione Italia è quella di «accompagnare gli investitori, fare in modo che sotto il profilo fiscale e della normativa diventi facile investire nel nostro Paese aiutandoli a districarsi tra le norme», ha aggiunto Zanonato. Quindi ha concluso il ministro dello Sviluppo, si avranno «51-52 interventi normativi per agevolare l'attività imprenditoriale per rendere il Paese attrattivo».

BONINO, RETE DIPLOMATICA VA RIVISTA - Infine è toccato alla ministra degli Esteri, Emma Bonino, presentare tutte le novità che Destinazione Italia porterà nel dicastero di sua competenza. Bonino ha spiegato che la rete diplomatica della Farnesina verrà «modernizzata» e «potenziata» in alcuni mercati come la Cina e «ridimensionata» altrove.
«L'Italia - ha detto la ministra degli Esteri - ha tenuto e retto per l'export e nonostante tutto per la capacità delle nostre imprese. Ma sappiamo che sull'attrazione di capitali è molto fragile e debole». Per questo occorre cambiare qualcosa «anche per gli imprenditori italiani», ha aggiunto Bonino.
Il ministero degli Esteri, ha spiegato la titolare, è «particolarmente interessato ed esposto in questa operazione. Non c'è solo la questione dei visti, che non è questione minore, ma stiamo cercando di chiudere alcune agenzie consolari come in Svizzera. Anche la ristrutturazione della rete e la sua modernizzazione è indispensabile al di là di tutte le resistenze che conosciamo».

EXPORT E INVESTIMENTI SONO DUE COSE DISTINTE - A Spalato - ha concluso Bonino – «per 40 passaporti possiamo andare per via telematica; mentre in mercati come quello cinese eccetera non ci siamo proprio. Lì potenzieremo la nostra presenza». La rete della Farnesina «andrà potenziata in alcuni mercati» anche con personale qualificato e specializzato perché attrarre investimenti non è la stessa cosa che l'export. Sono due medaglie con esigenze e problematiche completamente diverse», ha terminato la titolare della Farnesina.

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