12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Il videomessaggio

Berlusconi rilancia Forza Italia e giura di dare battaglia da dentro e fuori il Parlamento

«Un contro-potere vuole realizzare la via giudiziaria per il socialismo. Vi chiedo di scendere in campo per combattere questa sinistra, è l'ultima chiamata prima della catastrofe. Sarò sempre con voi, al vostro fianco, decaduto o no»

MILANO - Poco prima che la Giunta delle elezioni del Senato si riunisse per valutare la relazione di Andrea Augello sull'agibilità politica del Cavaliere, lui, Silvio Berlusconi, ha diffuso il video messaggio annunciato da settimane.

I WANT YOU - Come lo zio Sam del famoso manifesto «I Want You» che chiamava i giovani americani ad arruolarsi, Berlusconi ha provato a reclutare nuovi «missionari di libertà» per la rinata Forza Italia. Nel video ha imitato il gesto: con il dito puntato verso la telecamera, e ha detto «Scendi in campo anche tu, diventa un missionario di libertà pronto a impegnarsi alle prossime elezioni nei seggi elettorali per evitare che ci vengano sottratti voti come è sempre successo. Ogni persona responsabile ha il dovere di preoccuparsi del nostro comune destino».

VIA GIUDIZIARIA A SOCIALISMO - Il leader del Popolo della libertà (Pdl) ha incentrato lunga parte del suo discorso sui giudici e sulle recenti condanne che ha ricevuto. «Siamo diventati un Paese dove non vi è più la certezza del diritto, siamo diventati una democrazia dimezzata, alla mercé di una parte di magistratura politicizzata, unica tra i Paesi civili che gode di irresponsabilità e immunità».
La magistratura, ha accusato il Cavaliere si è trasformata «da ordine dello Stato formato di impiegati pubblici non eletti, in un potere. Anzi, in un contro-potere capace di condizionare il potere esecutivo e quello legislativo, per realizzare, è una loro dichiarazione, la via giudiziaria al socialismo».

ASSOLUTAMENTE INNOCENTE - Quindi Berlusconi ha parlato dei suoi processi: «Non ho commesso alcun reato, non sono colpevole di alcunché, io sono assolutamente innocente». I giudici sul Lodo Mondadori «hanno aggredito il mio patrimonio con una sentenza completamente infondata a favore di un amico della sinistra». La sentenza, ha proseguito l'ex premier, «ha riconosciuto a un noto sostenitore della sinistra una somma 5 volte superiore al valore delle mie quote».
Sull'altra sentenza, quella per cui è stato condannato per frode fiscale, Berlusconi si è detto «indignato» per una decisone «paradossale», perché, «voglio ripeterlo ancora, con forza, io non ho commesso alcun reato, io non sono colpevole di alcunché, io sono innocente, io sono assolutamente innocente».

INESISTENTE EVASIONE DA 0, - Il Cavaliere ha spiegato: «Sfidando la verità, sfidando il ridicolo, sono riusciti a condannarmi a quattro anni di carcere e soprattutto all'interdizione dai pubblici uffici, per una presunta ma inesistente evasione dello zero virgola, rispetto agli oltre 10 miliardi, ripeto 10 miliardi di euro, quasi ventimila miliardi di vecchie lire, versati allo Stato, dal '94 ad oggi, dal gruppo che ho fondato».

INVENTANO REATI PER CONDANNARMI - Il fondatore di Mediaset ha proseguito: «Per arrivare a condannarmi si sono assicurati la maggioranza nei collegi che mi hanno giudicato, si sono impadroniti di questi collegi, si sono inventati un nuovo reato, quello di 'ideatore di un sistema di frode fiscale', senza nessuna prova, calpestando ogni mio diritto alla difesa, rifiutandosi di ascoltare 171 testimoni a mio favore, sottraendomi da ultimo, con un ben costruito espediente, al mio giudice naturale, cioè a una delle Sezioni ordinarie della Cassazione, che mi avevano già assolto, la seconda e la terza, due volte, su fatti analoghi negando, cito tra virgolette, 'l'esistenza in capo a Silvio Berlusconi di reali poteri gestori della società Mediaset».

HO SCONFITTO SINISTRA - Tutti questi problemi giudiziari, ha sostenuto Berlusconi, li ha subiti perché: «Questa magistratura, dopo aver eliminato nel '92-'93 i cinque partiti democratici che ci avevano governati per cinquantanni, credeva di aver spianato definitivamente la strada del potere alla sinistra. Successe invece quel che sapete: un estraneo alla politica, un certo Silvio Berlusconi, scese in campo, sconfisse la gioiosa macchina da guerra della sinistra, e in due mesi portò i moderati al governo. Ero io».
Il leader del Pdl ha proseguito: «Subito, anzi immediatamente, i pm e i giudici legati alla sinistra e in particolare quelli di Magistratura democratica si scatenarono contro di me e mi inviarono un avviso di garanzia accusandomi di un reato da cui sarei stato assolto, con formula piena, sette anni dopo. Cadde così il governo, ma da quel momento fino ad oggi mi sono stati rovesciati addosso, incredibilmente, senza alcun fondamento nella realtà, 50 processi che hanno infangato la mia immagine e mi hanno tolto tempo, tanto tempo, serenità e ingenti risorse economiche».

AGGREDITO IL MIO PATRIMONIO - Hanno frugato «ignobilmente e morbosamente», ha insistito l'ex premier «nel mio privato, hanno messo a rischio le mie aziende senza alcun riguardo per le migliaia di persone serie ed oneste che vi lavorano, hanno aggredito il mio patrimonio con una sentenza completamente infondata, con dei pretesti hanno attaccato me, la mia famiglia, i miei collaboratori, i miei amici e perfino i miei ospiti».

HO PAGATO PER MIO IMPEGNO - Tutto questo perché, ha insistito il Cavaliere «Ho dedicato l'intera seconda parte della mia vita, quella che dovrebbe servire a raccogliere i frutti del proprio lavoro, al bene comune. E sono davvero convinto di aver fatto del bene all'Italia, da imprenditore, da uomo di sport, da uomo di Stato. Per il mio impegno ho pagato e sto pagando un prezzo altissimo, ma ho l'orgoglio di aver impedito la conquista definitiva del potere alla sinistra, a questa sinistra che non ha mai rinnegato la sua ideologia, che non è mai riuscita a diventare socialdemocratica, che è rimasta sempre la stessa: la sinistra dell'invidia, del risentimento e dell'odio. Devo confessare che sono orgoglioso, molto orgoglioso, di questo mio risultato».

SCENDIAMO IN CAMPO CON FORZA ITALIA - Quindi Berlusconi ha dato l'annuncio del rilancio di Forza Italia: «Sono dunque passati vent'anni da quando decisi di scendere in campo. Allora dissi che lo facevo per un Paese che amavo. Lo amo ancora, questo Paese, nonostante l'amarezza di questi anni, una grande amarezza. Sono qui a chiedervi di scendere in campo per combattere questa sinistra e l'uso della giustizia a fine politici, questo male che ha già cambiato la storia della nostra Repubblica».
L'ex presidente del Consiglio ha chiamato all'appello «tutti gli italiani onesti», chiedendogli di reagire, protestate, e farsi sentire, «avete il dovere di fare qualcosa di forte e di grande per uscire dalla situazione in cui ci hanno precipitati. So bene, quanto sia forte e motivata - ha detto Berlusconi - la vostra sfiducia, la vostra nausea verso la politica, verso 'questa' politica fatta di scandali, di liti in tv, di una inconcludenza e di un qualunquismo senza contenuti: una politica che sembra un mondo a parte, di profittatori e di mestieranti drammaticamente lontani dalla vita reale. Ma nonostante questo, ed anzi proprio per questo, occorre che noi tutti – ha insistito - ci occupiamo della politica. È sporca? Ma se la lasci a chi la sta sporcando, sarà sempre più sporca. Non te ne vuoi occupare? Ma è la politica stessa che si occuperà comunque di te, della tua vita, della tua famiglia, del tuo lavoro, del tuo futuro».
Quindi ha consigliato il presidente del Pdl: «La cosa migliore da fare è quella di riprendere in mano la bandiera di Forza Italia che è l'ultima chiamata prima della catastrofe. Sarò sempre con voi, al vostro fianco, decaduto o no. Si può fare politica anche fuori dal Parlamento: non è un seggio che fa il leader ma il consenso popolare, il vostro consenso. Quel consenso che non mi è mai mancato e sono sicuro che non mi mancherà neanche in futuro».

L'ULTIMA CHIAMATA PRIMA DI CATASTROFE - Secondo il Cavaliere: «Forza Italia non è un partito, non è una parte, ma è un'idea, un progetto nazionale che unisce tutti. Perché Forza Italia è l'Italia delle donne e degli uomini che amano la libertà e che vogliono restare liberi. Perché Forza Italia è la vittoria dell'amore sull'invidia e sull'odio. Perché Forza Italia difende i valori della nostra tradizione cristiana, il valore della vita, della famiglia, della solidarietà, della tolleranza verso tutti a cominciare dagli avversari. Perché Forza Italia - ha sostenuto l'ex premier - sa bene che lo Stato deve essere al servizio dei cittadini e non invece i cittadini al servizio dello Stato. Perché Forza Italia è l'ultima chiamata prima della catastrofe. E' l'ultima chiamata per gli italiani che sentono che il nostro benessere, la nostra democrazia, la nostra libertà sono in pericolo e rendono indispensabile un nuovo, più forte e più vasto impegno. Forza Italia sarà un vero grande movimento degli elettori, dei cittadini, di chi vorrà diventarne protagonista».

SEGUIRE VIA MAESTRA Di LIBERALISMO - Poi Berlusconi ha affrontato il tema economia, rivolgendosi direttamente agli spettatori: «Siete certamente consapevoli che siamo precipitati in una crisi economica senza precedenti, in una depressione che uccide le aziende, che toglie lavoro ai giovani, che angoscia i genitori, che minaccia il nostro benessere e il nostro futuro. Il peso dello Stato è eccessivo, occorre imboccare la strada maestra del liberalismo che ha sempre prodotto risultati positivi ovunque sia stata imboccata nel mondo. Meno Stato, meno spesa, meno tasse. Con la sinistra ci sarebbero altre tasse, la patrimoniale, un costo più elevato di Stato e servizi pubblici».

FERMEREMO BOMBARDAMENTO FISCALE - In finale il Cavaliere ha però rassicurato: «I nostri ministri hanno già messo a punto le nostre proposte per il rilancio economico, per fermare il bombardamento fiscale che sta mettendo in ginocchio le nostre famiglie e le nostre imprese».