22 agosto 2019
Aggiornato 15:00
Riforma della Giustizia

Cancellieri: «Nessun tribunale chiuso in zone ad alto tasso di criminalità»

Il ministro ha illustrato la situazione: «Nei correttivi che porremo probabilmente nei prossimi giorni, con la Camera e con il Senato, non ci saranno più situazioni a rischio nelle aree più esposte». Calliendo (Pdl): «Così sarà una riforma dannosa. Produrrà inefficienze, tempi processuali più lunghi e maggiori costi»

ROMA - «Nelle zone ad alto tasso di criminalità non sono stati chiusi i tribunali», ha detto il ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri, ai microfoni di Start di Radio1.

FAR FUNZIONARE GLI UFFICI - Cancellieri ha spiegato che: «Nei correttivi che porremo probabilmente nei prossimi giorni, e uso il condizionale perché devo valutarli con la Camera e con il Senato, non ci saranno più situazioni a rischio nelle zone ad alto tasso di criminalità». Il ministro ha poi sottolineato che ciò che conta è che «gli uffici funzionino e che siano strutturati bene».

Il senatore del gruppo Pdl, Giacomo Caliendo, ha scritto una nota indirizzata al ministro: «Apprendo con stupore che il ministro della Giustizia intende applicare la riforma delle circoscrizioni giudiziarie senza alcuna modifica. Eppure il governo aveva accolto, sia al Senato che alla Camera dei deputati, ordini del giorno votati da una maggioranza più ampia di quella del governo e che sollecitavano alcune correzioni indicate negli incontri convocati dal ministro Cancellieri». Caliendo ha poi spiegato che l'adesione all'invito del ministro «ha determinato l'approvazione da parte della Commissione Giustizia del Senato della proroga di un anno solo a ridosso della sospensione dei lavori».

MAGGIORI COSTI - Il senatore si è detto «sconcertato» e «amareggiato» per aver visto fallire «una riforma che ho tenacemente perseguito da circa trenta anni e che, come sarà applicata, produrrà inefficienze, tempi processuali più lunghi e maggiori costi».

Infatti per Calliendo: «Si sostiene che i costi diminuiscono, ma non si calcolano quelli trasferiti sugli enti locali e quelli che ricadranno direttamente sui cittadini. Sono sufficienti poche correzioni che riguardano otto/nove tribunali per migliorare l'efficienza complessiva e garantire, così, il rispetto del principio della ragionevole durata dei processi».

In conclusione Calliendo si è fatto più morbido nei toni: «Il ministro ricorda, poi, che potranno essere effettuati correttivi nei prossimi due anni. A prescindere dalla considerazione - spiega - che rimane solo un anno per tali interventi (dal momento che la data del 13 settembre 2013 è solo di efficacia di alcune disposizioni entrate in vigore nel 2012 ) che difficilmente potranno rimediare ai guasti che, nel frattempo, si produrranno, tanto più che, come concorda il ministro, problemi di avvio della riforma non consentiranno di valutare appieno le disfunzioni. Perciò - ha concluso Caliendo - confido ancora in un intervento risolutivo del ministro Cancellieri».