«Chiedere la grazia non significa accettare la condanna»
Il Senatore del PDL Nitto Palma: «Non escluso il ricorso in sede europea. Berlusconi sarebbe leader anche fuori dal Parlamento». Capezzone: «Questione politica, serve soluzione politica». Ass. Caponnetto: «Violenta campagna contro Esposito»
ROMA - «L'eventuale richiesta di grazia non significherebbe di per se accettazione della condanna e non escluderebbe in alcun modo altri mezzi di impugnazione della sentenza della Cassazione, quale, ad esempio, il ricorso in sede europea. Chi scrive il contrario lo fa per non nobili ragioni». Lo ha detto il senatore del Pdl e presidente della commissione Giustizia del Senato Francesco Nitto Palma intervenendo al talk show di Klaus Davi KlausCondicio, in onda su Youtube.
Sarebbe leader anche fuori dal Parlamento - «Io non credo che l'essere o meno in Parlamento possa impedire al presidente Berlusconi di esercitare la sua leadership. Una leadership riconosciuta in maniera compatta, da tutto il partito. Chi pensa che l'impegno di Berlusconi possa ridursi a una sorta di guida spirituale del centro destra si sbaglia di grosso. La sua rimarrebbe sicuramente una guida politica a pieno titolo. Pensi alle ultimi elezioni, il presidente Berlusconi non si è candidato a premier e ciò non ha minimamente inficiato la sua leadership. Grillo siede in Parlamento? E D'Alema? Non ci sono sentenze o altro che possano impedire a Berlusconi di essere la prestigiosa guida del centro destra».
Capezzone: Questione politica, serve soluzione politica - «Su tutta la vicenda che riguarda il Presidente del Pdl Silvio Berlusconi, resta inaggirabile un punto politico di sostanza, che tutti - istituzioni e forze politiche - non possono ignorare o mettere tra parentesi». Lo afferma il deputato del Pdl, presidente della commissione Finanze, Daniele Capezzone.
«Quando si parla di «agibilità» o di «praticabilità» politica per Silvio Berlusconi, non si affronta tanto e solo il problema di una persona, di un singolo individuo (cosa che comunque meriterebbe, in uno Stato di diritto, il massimo dell'attenzione, trattandosi dei fondamentali diritti civili e politici di un cittadino), ma il diritto alla piena rappresentanza politico-istituzionale dei milioni di elettori che lo hanno democraticamente scelto - spiega Capezzone -. Insomma, è in causa qualcosa che riguarda 10 milioni di elettori, e quindi riguarda la salute stessa della nostra democrazia».
Ass. Caponnetto: violenta campagna contro Esposito - «La violenta campagna diffamatoria orchestrata dai quotidiani Libero e Il Giornale ai danni del giudice Antonio Esposito ha raggiunto il suo culmine in pieno Ferragosto». Lo scrive in una nota l'associazione Antonino Caponnetto di cui è presidente onorario il giudice che ha svolto il ruolo di presidente della sezione feriale della Cassazione che ha condannato Silvio Berlusconi nel processo Mediaset. «Forse provati dal calore di questi giorni, i responsabili dei due quotidiani di area Pdl hanno 'sparato' in rapida successione due notizie rivelatesi clamorosamente false. La prima, addirittura grottesca, sul presunto bonifico da 900 euro (avete letto bene, non 900mila, ma soli, miseri 900) arrivato sul conto dei coniugi Esposito e relativo, come è stato documentalmente provato, non ad un compenso ricevuto dal giudice, bensì ad una consulenza di sua moglie, che da tempo svolge attività professionale nel campo della pedagogia».
«Ancora niente, questo - prosegue l'associazione in una nota - in confronto al pauroso 'scivolone' di oggi, quando intere pagine sono state dedicate a Ferdinando Esposito, presunto interlocutore telefonico del prefetto Franco La Motta, ed identificando il Ferdinando nel figlio del giudice Esposito. Qualcuno ha mentito sapendo di mentire? Il dubbio è legittimo, visto che già il 16 giugno, al primo apparire di questa errata notizia, era stata la stessa procura della capitale, titolare delle indagini, a smentirla in un comunicato stampa ufficiale. Un comunicato che non poteva essere certamente sfuggito ai direttori del Giornale e di Libero. E allora? Perché rinnovarne la falsità, e con tanto clamore? Ci saranno sedi per dare risposta a queste domande, e comunque è quello che ormai tutti gli italiani si augurano. Compresi forse i tanti cittadini perbene, elettori del Pdl, sconcertati da tanta barbara - quanto vana - virulenza giornalistica. Come militanti dell'Associazione Antimafia Antonino Caponnetto ribadiamo tutto il nostro sdegno per questo genere di attacchi giornalistici, che confermano - e anzi rafforzano - la nostra stima per il presidente onorario dell'Associazione, il giudice Antonio Esposito, cui rinnoviamo tutta la nostra affettuosa solidarietà».
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