24 giugno 2019
Aggiornato 12:30
Governo | Caso Kyenge

Kyenge: «Calderoli? Lasci il posto a chi è capace di farlo»

Dopo mesi di insulti, a paragonare il ministro dell'Integrazione ad un orango è stato il vicepresidente del Senato, Roberto Calderoli. E Cecile Kyenge ha deciso di replicare. «Non mi rivolgo alla persona, ma alla carica istituzionale che ricopre, per invitarlo a fare una riflessione profonda»

ROMA - «Ogni giorno ricevo minacce, anche di morte». Dopo gli insulti di Roberto Calderoli, la ministra Cécile Kyenge replica: «Le parole hanno un peso e conseguenze». Ed aggiunge: «Calderoli dovrebbe dimettersi? Se non è in grado di tradurre un disagio in un linguaggio corretto, bisogna forse dare il suo incarico a chi è capace di farlo».

Dopo mesi di insulti, a paragonare il ministro dell'Integrazione ad un orango è stato il vicepresidente del Senato, Roberto Calderoli. E Cecile Kyenge ha deciso di replicare. «Non mi rivolgo alla persona, ma alla carica istituzionale che ricopre, per invitarlo a fare una riflessione profonda. Da queste sedie rappresentiamo l'Italia, parliamo a nome dei cittadini. E le parole hanno un peso», ha detto Kyenge in una intervista a Il Corriere della sera.

«Dobbiamo correggere il linguaggio politico. Sono disponibile al confronto, ma - ha avvisato Kyenge - che si basi sui contenuti e non sulle offese. È arrivato il momento di dire basta». Quanto all'ipotesi di dimissioni del vice presidente del Senato «preferisco non esprimermi. Dico, però, che, se non è in grado di tradurre un disagio in un linguaggio anche duro, ma corretto, bisogna forse dare il suo incarico a chi è capace di farlo».

«Accetto le scuse» di Calderoli. «Per il resto sono disponibile a rispondere a tutte le domande che si vogliano rivolgere alla ministra italiana dell'Integrazione». Il ministro riceve quotidianamente minacce «con ogni mezzo. Lettere, email, telefonate. Le più terribili sono online, anche minacce di morte. Non c'è ancora una legge, e invece servirebbe. L'istigazione al razzismo - ha concluso il ministro - sta diventando man mano istigazione alla violenza. Vale per tutti, penso agli attacchi che riceve la comunità ebraica. Dobbiamo lavorarci».