30 ottobre 2020
Aggiornato 14:00
Nessun pentimento

Borghezio: «Non ho insultato Kienge»

Lo ha detto l'europarlamentare leghista Mario Borghezio a «La Telefonata di Belpietro» su canale 5, parlando delle sue dichiarazioni contro il ministro per l'integrazione Cecile Kienge, all'indomani del suo annuncio di autosospensione dal gruppo

MILANO - «Non mi sono pentito assolutamente perché non l'ho insultata». Lo ha detto l'europarlamentare leghista Mario Borghezio a «La Telefonata di Belpietro» su canale 5, parlando delle sue dichiarazioni contro il ministro per l'integrazione Cecile Kienge, all'indomani del suo annuncio di autosospensione dal gruppo.
«Io la parola negro, tantomeno accompagnata da un brutto aggettivo, non mi sono mai sognato di dirlo nella mia vita», ha detto Borghezio, secondo cui il ministro è rimasta offesa «forse più che dal tono, perché l'unico appellativo che le ho rivolto è stato 'casalinga'. Ho avuto un tono di disprezzo verso per il governo, perché ritengo questa nomina sbagliata e anche provocatoria nei confronti della Lega».

Borghezio ha quindi negato di essere razzista o xenofobo. «Noi che siamo nati nei movimenti autonomisti, siamo così innamorati della nostra identità etnica da sentire il dovere morale di difendere quella degli altri». E racconta di essere favorevole all'integrazione: «Io sono così favorevole all'integrazione degli extracomunitari da essere un fan del sindaco di Treviso Gentilini, dove sono ben integrati».
Riguardo il calciatore del Milan Balotelli, Borghezio ha ricordato di aver affermato che «è uno di noi, va giudicato come giocatore, è un padano».